Veloso contro Gil: «Usa i fondi per la cultura da dittatore»

Caetano Veloso e numerosi rappresentanti della cultura brasiliana accusano in questi giorni il ministero della Cultura del governo Lula, guidato da Gilberto Gil di «stalinismo» e «centralizzazione» per la gestione dei soldi pubblici destinati alla cultura. Gil da parte sua afferma di aver «democratizzato» lo stanziamento dei fondi e sfida i suoi critici a «chiedere la mia testa» a Lula. La polemica è nata da un manifesto di protesta di cineasti brasiliani, guidati dal produttore carioca Luiz Carlos Barreto, stilato in dicembre, che protestava per le modifiche apportate al sistema di distribuzione di fondi pubblici al cinema nazionale. Il documento chiedeva esplicitamente le dimissioni di Sergio Sà Leitao, segretario alle Politiche Culturali e stretto collaboratore di Gil, al quale erano attribuite le nuove norme. Sà Leitao ha reagito nei giorni scorsi respingendo le accuse dei cineasti e definendo «stalinista» l'intervento di Gullar. «La verità è che mentre prima alcuni registi e produttori avevano una specie di canale privilegiato e pressochè esclusivo di accesso ai fondi pubblici, adesso invece ci sono selezioni e concorsi, il sistema è molto più aperto e democratico - ha spiegato Sà Leitao - Abbiamo modificato le norme per la sponsorizzazione da parte delle aziende pubbliche e statali, per distribuire fondi a più progetti e anche per rompere l'asse Rio-San Paolo, aprendo anche al resto del Paese». Caetano Veloso, assieme a Oscar Niemeyer e altri grandi della cultura brasiliana, ha preso le difese di Gullar e dei cineasti: «La critica a Gullar viene dal potere pubblico. Se un ministero dimostra di non accettare critiche e chiede adesione totale alle proprie iniziative, siamo ad un passo dal totalitarismo». Il ministro Gil, che con Veloso ha lanciato negli anni '70 il tropicalismo e come lui è stato perseguito dal regime militare, è intervenuto a sua volta: «Caetano esercita il suo ruolo di cittadino, e perlomeno sa di cosa si parla, non come altri che criticano senza informarsi - ha detto Gil - Ma di quale totalitarismo stiamo parlando, se tutto lo sforzo nel nostro ministero e nel governo Lula in generale è rivolto a rendere l'appicazione delle attività più democratica e farla finita con i privilegi?».