Insopportabile la città del peccato di Frank Miller

UN PULP a dir poco truculento. Alla base una serie di fumetti creati nel 1991 da Frank Miller e ambientati tutti nella «Sin City» del titolo, e cioè nella «città del peccato». Altro che peccato, però! Un orrore difficilmente sostenibile che, passando dalle pagine disegnate con dialoghi affidati ai soliti fumetti, non appena finisce sullo schermo, realistico, palpabile, mette subito a dura prova stomaco e nervi. Qualche esempio? Un personaggio che taglia la testa alle prostitute e che ne mangia i corpi dividendo il pasto con i suoi cani. Un altro, dall'aspetto mostruoso cui dà volto, truccatissimo, Mickey Rourke, che sega le gambe al primo e le butta tra le fauci di quegli stessi cani. Mentre un terzo personaggio, volendo proteggere una sua amica prostituta, decapita un poliziotto e poi se lo trascina nella propria auto per intrattenersi con il suo cadavere... C'è dell'altro, naturalmente, ma è meglio fermarsi qui, pur non tralasciando la definizione di quella città del peccato che ci vien fatta testualmente ascoltare così: «La notte è calda come l'inferno. Tutto puzza. Una schifosa stanza di una schifosa zona di una schifosa città». In mezzo c'è almeno un personaggio «buono»? Sì, è un poliziotto malato di cuore (interpretato da Bruce Willis) che ha sottratto una bambina alle attenzioni turpi di un pedofilo. (Ci sono anche quelle). La regia è di Roberto Rodriguez. («El Mariachi», «C'era una volta in Messico»), però affiancato dallo stesso Miller e a un certo momento, anche da Quantin Tarantino... L'Impero del Pulp. Che colpisce ancora! G. L. R.