«L'OSSERVATORE»

«È vero che Nerone - scrive il quotidiano della Santa Sede in un articolo di Mario Gabriele Giordano - si è rivelato piuttosto debole fin dalla prima serata tanto da risultare battuto, con uno scarto di ben 9,37 punti dello share, da un programma non proprio travolgente come "Amici" di Maria De Filippi». «Pur trattandosi di una pretenziosa coproduzione internazionale realizzata, oltre che con un rispettabile cast di attori, con ampia disponibilità di mezzi - sostiene il quotidiano della Santa Sede - "Nerone", di fatto, non è risultato altro che una modesta soap opera». Il quotidiano critica la fiction che «non fa che travisare la figura del discusso imperatore» ma «ciò che tuttavia va osservato con maggiore preoccupazione è che questo secondo episodio di "Imperium" fa l'esatto paio, in quanto mediocre e corrivo feuilleton, col primo della serie, con quell'Augusto che tutto voleva dire e nulla disse su uno dei momenti più alti della civiltà umana. Evidentemente, le debolezze, le deficienze e i travisamenti registrati nelle due prime miniserie sono riflessi di un taciuto disegno generale per cui nulla di meglio c'è da attendersi dalle altre quattro miniserie previste che riguarderanno Pompei (Tito), Marco Aurelio, Costantino e la caduta dell'Impero». Insomma, secondo l'Osservatore, il progetto «Imperium» si è «oggettivamente trasformato in uno strumento di diseducazione di massa.