di LUCIANA VECCHIOLI È ORMAI una tendenza.

Dopo aver guadagnato abbastanza esperienza tornano a casa. Un percorso quasi obbligato per molti nostri attori, sempre più animati da una sorta di "sogno americano". Sorte capitata anche a Mario Opinato. Siciliano, ha lavorato per molti anni a Hollywood, volto conosciuto dal pubblico delle fiction televisive per aver dato anima al contadino Nicola Pironi, uno dei protagonisti di «Orgoglio», considerato uno dei nostri migliori attori. Biondiccio e con gli occhi azzuri, anche se verace uomo del Sud, Opinato questa sera e domani sarà ancora una volta sul piccolo schermo con «Nerone» (l'attesissima miniserie della Lux con uno dei cast più importanti della stagione), nei panni di Tigellino, anima nera di Nerone e assassino, tra gli altri, della bella Agrippina, interpretata da Laura Morante. Opinato, da buono a cattivissimo? «Una bella fortuna per un attore poter cambiare». Ci racconti un po la sua storia. «A 24 anni ho deciso di abbandonare la Sicilia ed il lavoro di assicuratore. Volevo scappare da quella realtà per fare l'attore e Los Angeles mi sembrava il luogo migliore. Nelle arti moderne gli americani sono i numeri uno. Per tre anni ho studiato otto ore al giorno recitazione, canto, ballo e quant'altro all'Actor Studio, mentre la sera lavoravo per mantenermi. Solo la grande passione mi ha permesso di sopravvivere». Tutto questo per conquistare ruoli da straniero? «Sì, lo so, la lingua è un grosso handicap per loro. Però avevo inventato un piccolo escamotage imparando l'inglese continentale, il mid atlantic, ossia con l'accento europeo, non si capisce di quale nazione europea sei originario. Questo mi ha permesso di fare anche parti da rumeno, greco, russo, slavo, film da piccolo budget ed altri più importanti». Perchè ha poi deciso di tornare a casa? «Per nostalgia, ma anche perchè invecchiare a Los Angeles è terribile. È una città dove per strada girano solo giovani e se ad una certa età non diventi famoso e miliardario e dai ricevimenti nella villa in collina, ti guardano come un fallito. E poi è molto più piacevole passeggiare lungo i vicoli romani di Trastevere che in quelle enormi boulevard. L'occasione di tornare a lavorare in Italia me l'ha data Giorgio Serafini proponendomi il provino di «Orgoglio». A proposito, non è vero che per lavorare in Rai bisogna essere raccomandati da qualche politico. Io ci sono arrivato, semplicemente piacendo a Lombardo, della Titanus». La vedremo anche in «Orgoglio 2»? «Sì. Indovini cosa mi capita? Emigro in America». E il cinema? «Sarò il protagonista di un film americano, "Code name Barrazuto", parodia dei polizieschi made in Usa, ed un pentito di mafia nel film tv "Borsellino" di Canale 5».