Rock, mezzo secolo e troppi misteri

Dal 1977 raccoglie le migliaia di segnalazioni dei fans che non si arrendono a pensarlo davvero morto. In cima alla top ten delle "visioni" c'è quella di Elvis in anonimato, tranquillamente impegnato a riempire il carrello in qualche supermarket del Midwest. Ma nel "chi l'ha visto" del rock va fortissimo anche Jim Morrison, il dioniso imbronciato dei Doors, morto nel 1971. Nove anni più tardi un giornalista francese giurò di averlo visto in buona salute mentre contemplava un Van Gogh al Jeu de Paume. Ma c'era anche chi lo aveva intercettato ferito sulle rive del fiume Congo. Morti, o preferibilmente vivi, perchè la leggenda nera del rock'n'roll, che si alimenta da mezzo secolo (è nel 1954 che vengono pubblicati i primi 45 giri del genere, da Bill Haley fino allo stesso Presley) si presta a ogni genere di dietrologia: overdose rivisitate come suicidi intenzionali, sparizioni eseguite ad arte per sfuggire alla Cia, alla mafia, ai fans, alle pressioni del mondo discografico. Per molte di queste tragedie, in filigrana, c'è una spiegazione "consolatoria". Ma non sempre: che dire di Jerry Lee Lewis, l'adrenalinico pianista-cantante in voga sin dagli albori del r'n'r? Lo chiamavano "the killer", e mai soprannome fu più appropriato. Sposò una cuginetta tredicenne, Myra Gale Brown, e fu uno scandalo che gli spezzò la carriera e gli annebbiò la mente. Nel '64 il loro bambino, di due anni, annegò in piscina. Poi Lewis uccise "per sbaglio" con una Magnum il suo bassista, Butch Owens, e dopo il divorzio un'altra moglie finì annegata nella vasca in giardino. Una piscina macchia anche la storia dei Rolling Stones: nel 1967 ci finì dentro, senza uscirne vivo, il chitarrista Brian Jones, che offuscava il primato di Mick Jagger di "bello" del gruppo. Jones era un provetto nuotatore: si disse che gli fu fatale un attacco d'asma, ma in molti suggerirono che un'ombra "familiare" lo aveva spinto in acqua. Armi e droga. Come in un romanzo noir, sono elementi che si intrecciano continuamente, senza chiarezza, nelle biografie delle star. Morì davvero per overdose Jan Dance, la fidanzata di David Crosby, più volte finito in galera per aver sparato con l'intenzione di uccidere? E quale ruolo ebbe il disordine mentale di Courtney Love nel suicidio più volte tentato (anche a Roma) e infine portato a compimento dal leader dei Nirvana Kurt Cobain? Quella fucilata in bocca risuona da dieci anni nella coscienza di quella che oggi è una siliconata star di Hollywood e allora la moglie inquieta del musicista, desiderosa di divorziare portandole via l'adorata figlioletta Frances Bean. Per Cobain, la cui infanzia era stata segnata da un farmaco bruciacervello come il Ritalin, la separazione della bimba si era rivelata intollerabile. Del resto la depressione, nella scena rock, aveva già lasciato cadere più volte il suo terrificante colpo di maglio: con Janis Joplin nel 1970, bruciata dal "buco" e dal bourbon, più che dal blues, o con il cantante dei Joy Division, Ian Curtis, che si era infilato un cappio al collo, nell'80, senza troppe spiegazioni. Storie di figli lontani. Come quella che portò via due vite: quella del cantante degli Inxs Michael Hutchence, trovato strangolato il 2 luglio 1998 per un "gioco autoerotico" innescato da un mix di coca e Prozac, e quella della sua nuova donna, Paula Yates, due anni più tardi, vittima di troppe pasticche. La Yates era in lite con l'ex marito, Sir Bob Geldof, (l'organizzatore del megaconcerto per l'Africa Live Aid) per la custodia dei loro bambini. I due nuovi fidanzati, provati da anni di vita "sulla corsia di sorpasso", erano andati in pezzi prima ancora di morire. Come un'altra coppia maledetta: quella composta da Nancy Spungen, amore nichilista di Sid Vicious, lo stravolto bassista dei Sex Pistols. Nell'ottobre '78 lei fu trovata senza vita, con troppo rimmel negli occhi ancora spalancati e numerose ferite di taglio al Chelsea Hotel di New York. Sid fu accusato dell'om