di MARIO VERDONE IL PREMIO teatrale intestato a «Giovanni Calendoli» e bandito dall'Ente ...

Perrini, che è autore di varie decine di testi drammatici e radiofonici e del romanzo «Analasunga», che ebbe per illustrazioni disegni di Federico Fellini, poiché appare oggi meno frequentemente nelle cronache potrebbe essere ritenuto, pur con tutti i suoi meriti sanciti da prestigiosi premi nazionali e internazionali, un nome eminente, sì, ma, relativamente, di una attività meno vistosa. Opportuna mi sembra una sintesi della sua carriera che è per molti aspetti sorprendente, e che ora torna con un nuovo merito alla ribalta con un lavoro ispirato alla biografia di un grande poeta drammatico, William Shakesperare, e che cerca a suo modo di rispondere a una domanda rimasta per secoli senza definitive ed esaurienti risposte: chi era veramente William Shakespeare? Tra le prime attività di Perrini va ricordato che inaugurò nel dopoguerra la cattedra di Drammaturgia alla Università Internazionale di Studi Sociali, e che fu apprezzato titolare di critica radiofonica nella «Fiera letteraria» e su «Il Tempo». Tra le sue opere teatrali spicca la «farsa spirituale» «Non si dorme a Kirkwall», pubblicata in più lingue, rappresentata in quarantadue Paesi stranieri, avendo tenuto il cartellone al Teatro ABC di Praga per tre anni di seguito. Ildebrando Pizzetti gli chiese il libretto di «Ifigenia», vincendo il Prix Internazionale Italia. Il romanzo umoristico sui generis sul paradiso perduto dell'infanzia, «Analasunga» venne pubblicato da Milano Libri nel 1973. «Non si dorme a Kirkwall» appare a Boston (Usa) in «The best short plays of 1955-56», e «La storia di un grande amore» nel 1961 a Monaco in una rigorosa selezione di drammi europei (Piper Verlag). Tra i registi che hanno curato la sua produzione figurano grandi firme internazionali, prima fra tutte quella di Ingmar Bergman. Un suo «restauro drammaturgico» da citare è la «commedia ridiculosa», apprezzata da Anton Giulio Bragaglia, «La verità discoperta», opera incompleta e frammentaria del sommo architetto barocco Gian Lorenzo Bernini, unico suo «canovaccio» teatrale giunto fino a noi. Nell'ampio fiorimento di tesi di laurea su eventi dello spettacolo credo che un nuovo esame complessivo dei suoi numerosi drammi e radiodrammi (di cui è stato anche regista) dovrebbe acquistare un particolare interesse, anche come invito alla storia dell'estetica e delle tecniche della Tv, per cui peraltro aveva già pubblicato nel 1954 (per Camene, Catania) «Come si scrive per la Televisione». All'attivo dello scrittore Alberto Perrini sono diverse iniziative originali: va ricordata la serie di cinquanta divertenti e stimolanti trasmissioni televisive sulla etimologia degli ideogrammi cinesi, realizzate negli anni 1977-79 e intitolate «I meravigliosi segreti della scrittura cinese».