di ANNALAURA FUMO STRETTE diventano utili per legare gli indumenti alla vita.

Conferendo al disegno completo di una qualsiasi figura femminile uno schizzo di allegria e di modernità fino a diventare elemento di riconoscimento (quasi indispensabile) di alcuni indumenti. Come il coloratissimo kimono, tanto in voga negli ultimi tempi, che senza la cinta perderebbe parte del suo fascino. O anche di un semplice accappatoio casalingo. In pelle, in tessuto, di raso, alte, basse, disegnate, portate sotto la linea della vita o legate sui fianchi, si possono mettere come meglio conviene, l'importante è non dimenticarle. Utili o inutili, sono sempre belle. Le case di moda le hanno usate anche quest'anno. Rispolverate, rivisitate, arricchite, modernizzate, le cinture non hanno mai mollato la presa. Sono state messe un po' ovunque. Con le gonne spregiudicate e con quelle più serie, sopra i cappottini scuri, con gli abiti più eleganti, con i pantaloni quasi attillati o con quelli più ampi. Chanel, per esempio, le ha posizionate sulle gonne e sui pantaloni. Assolutamente invadenti nel primo, come nel secondo caso. Tempestate di gioielli che impreziosiscono sia la cinta che l'abbinamento scelto. Fendi le ha fatte sfilare accoppiandole al miniabito, oppure mettendole sotto la pelliccia. Grosse e importanti, si avvalgono di forme geometriche e comunque ben precise. Sono molto discrete, ma decisive, quelle di Ferrè. A vederle si capisce subito che senza di esse il capo scelto non avrebbe lo stesso impatto. Garbate quelle firmate da Giorgio Armani. Il suo stile è incomparabile. Altissime e fascianti quelle disegnate da Tom Ford per Gucci. Insomma, le cinture piacciono un po' a tutti gli artisti di casa nostra come Valentino, Miu Miu, Prada e Roberto Cavalli. E a quelli oltre confine. Sono classiche le cinte disegnate da Ralph Lauren. Ognuno di loro ci infila dentro la propria identità. Mini o maxi, l'accessorio, se griffato, risulta essere sempre piuttosto costoso. é il caso di dire che per acquistarlo, occorre davvero stringere la cinta.