di TIBERIA DE MATTEIS FIRMERÀ la regia teatrale della commedia musicale «Edith Piaf.

Lo spettacolo debutterà in anteprima a inviti domenica al Teatro Comunale di Fiuggi e in prima nazionale alla Gran Guardia di Livorno il 4 dicembre con Antonella Steni nei panni della protagonista, impegnata a eseguire ben nove canzoni in francese e dal vivo, e Paolo Malco disposto a prestare il suo volto ormai identificato con Giuseppe Ansaldi, personaggio cult della fiction «Incantesimo», a un genio della scrittura come Cocteau. La partitura testuale, composta da Giuseppe Manfridi, sviluppa per flashback una serie di quadri destinati a raccontare i differenti episodi della biografia della Piaf, partendo dal momento della morte avvenuta quarant'anni fa, l'11 ottobre del 1963, soltanto due ore prima dell'estremo commiato del suo amico Cocteau che si sarebbe congedato dal mondo dicendo: «Ah, la Piaf è morta, posso morire». «La proposta di Smeriglio mi è piaciuta perché mi ha detto che si trattava di un'iniziativa a cui pensava da vent'anni - ha precisato Lizzani - e io amo i maratoneti come me. I miei film "Celluloide" e "Maria José" sono stati il frutto di un trentennio di pensieri e progetti. "Le confessioni di un italiano" di Nievo che sto per presentare in televisione nascono da un soggetto di quarant'anni fa. Il mio ritorno alla regia teatrale si lega a uno spettacolo corale che conta sulla presenza di molti attori e di un corpo di ballo in quanto ho sempre rifiutato di dirigere testi con pochi personaggi». L'allestimento vanta ben 130 costumi, 11 interpreti, 8 danzatori ed è animato dalle musiche originali composte da Dimitri Scarlato. Il regista non tradisce la sua vocazione ad affrontare le vicende di figure realmente esistite e in questo caso si confronta addirittura con due artisti francesi che ha conosciuto personalmente nei primi anni Cinquanta mentre frequentava il giro di Rossellini e Visconti tra Roma e Parigi. «Nel periodo in cui il cinema italiano era al centro dell'interesse mondiale - conclude Lizzani - ho avuto la fortuna di contattare molte star di fama europea e di Cocteau ricordo due incontri ravvicinati: in Italia per la messa in scena della sua pièce "Les parents terribles", diretta da Visconti, e a Cannes, nel 1953, quando presiedeva la giuria del Festival e conferì al mio film "Cronache di poveri amanti" il Grand Prix International».