Francia, via il tanga dai cartelloni

Stavolta nel mirino del «Bureau de verification de la publicitè» è finita una ditta di biancheria che ha promosso il suo striminzito indumento femminile tappezzando la capitale francese con manifesti dove si vede una bella ragazza bruna di spalle mentre si sfila con malizia un paio di attillati pantaloncini per far vedere il tanga. «Io sono vergine. E voi?», si legge su una grossa didascalia. Il doppio senso della battuta viene a galla quando si apprende dagli stessi manifesti che i tanga reclamizzati hanno un ologramma con impressi i diversi segni zodiacali. Il nuovo intervento del Bureau de verification de la Pubblicitè per frenare la sempre più dirompente tendenza al 'porno chic' avrà però uno scarso effetto concreto: i manifesti stigmatizzati fanno bella mostra di sè a Parigi già da settimane e dovevano comunque essere rimossi nel giro di pochi giorni al termine naturale della campagna. L'intervento è perlomeno tardivo. Laura Cisneros, la ragazza immortalata nei manifesti contesta ad ogni modo i fulmini lanciati dalla authority del settore pubblicitario. «È una strizzatina d'occhio, una battuta. Non voleva essere una cosa scioccante», ha detto al tabloid «Le Parisien» e ha aggiunto: «Personalmente non mi sono sentita colpita nella mia dignità. Comunque io sono Gemelli e incinta di tre mesi!». A ottobre il Bureau de verification de la Publicitè (un ente di autodisciplina deontologica creato dalla maggiori compagnie del settore) aveva intimato la fine di una campagna pubblicitaria per i tanga di un'altra marca, trovando «degradante per la donna» e «contraria alle buone regole della professione» la «messinscena erotica» dei manifesti, dove in primo piano campeggiavano affascinanti spogliarelliste, con sotto la scritta: «Siate voi stesse».