La guerriera Uma Thurman: «La spada? Me la sono data in testa»

Questo per dire che se Tarantino ha "bucato" in maniera non proprio corretta l'incontro stampa con i giornalisti italiani a causa di un'influenza improvvisa (e quindi tornando senza avvisare nessuno a Los Angeles da Londra, dove si trovava per la prima tappa del tour promozionale europeo, ora sospeso) in fondo importa poco. Per due ragioni. Innanzitutto perché, al di là del comportamento dei singoli artisti, è il loro lavoro che parla per loro. E con «Kill Bill» siamo in presenza di un film tanto nuovo, creativo, intelligente, colto e straordinariamente ben fatto - grazie ad una passione visionaria che, quando c'è, trasforma i registi in autori - da non risentire particolarmente dell'assenza del suo realizzatore. In secondo luogo perchè, al posto di Tarantino, a parlare con la stampa è arrivata la protagonista assoluta del film Uma Thurman (nella foto), altissima, splendida, sexy e sorridente tanto quanto in «Kill Bill» è spietata e feroce nell'intento di sterminare con la sua katana d'acciaio temperato quanti si oppongono alla sua vendetta. Già, la vendetta: «Kill Bill» - suddiviso dalla Miramax in due parti: la seconda uscirà a febbraio - è la storia della vendetta che la Thurman, nel ruolo della superkiller «Black Mamba», scatena contro gli altri membri della sua banda (le «Deadly Vipers», ovvero le «Vipere mortali» interpretate da Lucy Liu, Vivica Fox, Michael Madsen e Daryl Hannah) i quali, agli ordini del perfido Bill-David Carradine, le hanno sterminato la famiglia proprio nel giorno del suo matrimonio. Sopravvissuta al colpo di grazia, «Black Mamba» non perdona e sterminerà i suoi nemici a legioni, al punto che solo nel primo episodio i morti sono più di cento. «Imparare a duellare secondo le regole delle arti marziali è stata una fatica terribile - ha detto la Thurman, due figli piccoli ed un recente divorzio dall'attore Ethan Hawke - la prima volta che ho preso in mano la spada per seguire l'insegnamento del mio maestro, me la sono data subito in testa. Questo film è una contaminazione dei generi preferiti da Quentin, e cioè quello dei film di kung-fu e gli spaghetti western di Sergio Leone (ma in questa prima parte è compresa anche una lunga sequenza a cartoni animati in perfetto stile "manga") e lui teneva così tanto alla riuscita che, malgrado fossi reduce da un parto, mi sono allenata tanto da sentire la spada come una naturale prolunga del mio braccio». A quale eroina si è ispirata per il suo ruolo la Thurman? «Buffo da dire, ma i miei modelli sono stati degli attori maschi come il Clint Eastwood dei film di Leone, od il Mel Gibson di "Mad Max" fino a Bruce Lee, anche se il confronto con loro è certamente eccessivo».