Fiction e reality show chiedono aiuto al cinema

Un connubio destinato ad assumere connotati sempre più stretti ed imprevedibili. Dopo aver applicato alla struttura narrativa della fiction, genere rivelatosi vincente, le principali tecniche cinematografiche, la Tv generalista, pubblica e privata, ricorre ancora al grande schermo, ispirandosi a notissime pellicole statunitensi. Ma questa volta per creare specifici format, che ricalcano le idee guida di film di successo, e costruire reality show nei quali i grandi attori hollywoodiani cedono il passo, nel ruolo dei protagonisti, alla gente comune. Due, in particolare i film che sembrano aver suscitato, recentemente, l'interesse dei produttori di format: «Sliding doors» del 1998 diretto da Peter Howitt con Gwyneth Paltrow e «La venticinquesima ora», l'ultimo lavoro del regista Spake Lee, arrivato lo scorso aprile in Italia. Pellicole accattivanti per la struttura narrativa la cui trasposizione, nel formato reality show, è destinata, nelle intenzioni dei produttori, ad aprire nuove frontiere alla Tv di cui è protagonista la gente comune. Nella prima, il personaggio cardine, Gwyneth Paltrow, in base a due differenti scelte di vita, dinanzi alle quali è posta, vive due esistenze parallele. Nella seconda uno spacciatore, interpretato da Edward Norton, consapevole di dover essere rinchiuso in prigione per trascorrervi sette anni, impiega le ultime ventiquattro ore di libertà nel tentativo di recuperare il rapporto con il padre ed incontrando i suoi amici più cari. Le idee guida delle due pellicole diventeranno altrettanti reality show, rispettivamente per Mediaset, e Viale Mazzini. È da almeno un paio di stagioni che Canale 5 rincorre il progetto di realizzare un reality show ispirato a «Sliding doors». Due anni fa l'idea fu sul punto di essere realizzata da Alberto Castagna. Il conduttore si disse entusiasta di una trasmissione nella quale il personaggio protagonista di ogni puntata, in base a due differenti scelte esistenziali che gli si prospettavano davanti proprio come due porte aperte (da qui il titolo del film "Sliding doors"), avrebbe vissuto, sotto i riflettori, due esistenze parallele. E tutte e due sarebbero state documentate, come le due vite parallele del film della Paltrow, attraverso una serie di filmati proposti ai telespettatori. Alla fine il pubblico doveva valutare quale delle due scelte, a suo insindacabile giudizio, si rivelava la più consona alla personalità dell'interessato. La primitiva disponibilità di Castagna aveva come presupposto l'abbandono di «Stranamore», programma al quale il suo nome è ancora indissolubilmente legato. Successivamente i dirigenti di Canale 5, consapevoli dei rischi di un format troppo impegnativo per il pubblico italiano, chiesero a Castagna di riproporre la sua collaudata creatura televisiva. Oggi che il reality show ha bisogno, per sopravvivere, di nuova linfa vitale e di una iniezione di originalità, Mediaset è fermamente intenzionata a portare in video il progetto che non rappresenta più un rischio. Se i tempi lo consentiranno uno «Sliding doors» per il piccolo schermo italiano, potrebbe arrivare in video nella prossima primavera. E non è escluso neppure che possa essere Castagna a condurlo, essendo stato il promotore dell'iniziativa. Il reality show ispirato al film di Spike Lee che andrà in onda nel 2004 sulla terza rete, si chiamerà proprio «La venticinquesima ora». Il programma, già incluso nel piano di produzione della rete diretta da Paolo Ruffini, è destinato alla prima serata. E sul progetto l'emittente sta già lavorando. Protagonista di ogni singola puntata sarà una persona che, prima di affrontare una svolta definitiva nella propria esistenza, avrà 24 ore di tempo per saldare alcuni conti con il passato, cercando, ad esempio, di ricostruire rapporti con parenti ed amici, ripercorrendo, così, le orme di Norton nel film di Spike Lee.