I ricordi di Rutelli nella data sbagliata

VII, un articolo di Simona Casalini nel corso del quale Francesco Rutelli rievoca la dolorosa vicenda di sua madre, ferita gravemente ad una gamba da una scheggia di bomba nel corso del bombardamento di Roma del 19 luglio 1943: «Bimbetta di dieci anni... accompagnata dalla Tata» si era recata a prendere «con i panciuti bottiglioni di vetro» l'acqua della scorta settimanale al «maledetto fontanile dell' Acqua Marcia», sulla via Nomentana di fronte a Sant'Agnese, un fontanile sullo sfondo del quale Rutelli si è compiaciuto di farsi fotografare. Anche la famiglia di Rutelli, quindi, «rimase coinvolta nel violentissimo bombardamento di quel lunedì 19 luglio 1943». Il fatto è che, in quelle tragiche ore, nessuna bomba cadde nei pressi del fontanile. L'episodio nel quale fu coinvolta la futura madre di Rutelli avvenne il 14 marzo 1944, durante l'occupazione tedesca, nel corso di un terribile bombardamento americano che fu, per i danni provocati e per il numero delle vittime, secondo solo a quello del 19 luglio 1943. Come racconta il compianto Cesare De Simone a pag. 105 del suo informatissimo «Roma città prigioniera», Mursia, Milano 1994, in quella giornata di cielo terso e di vento gelido (altro che il caldo torrido del 19 luglio sul quale ricama Simona Casalini), una bomba prende in pieno, sulla Nomentana, «un gruppo di persone che stava a una presa d'acqua a riempire fiaschi e bottiglie: una donna viene decapitata, il suo corpo senza testa è proiettato sui fili della rete dei filobus». Da questo clamoroso infortunio, non soltanto giornalistico, mi permetto di trarre tre conclusioni: 1) Rutelli ignora particolari essenziali della storia della sua famiglia; 2) Rutelli ignora la storia recente della città di cui pure è stato Sindaco; 3) Rutelli non ha voluto perdere, sia pure forzando i dati storici, la possibilità di porre in evidenza la sua persona nel quadro delle celebrazioni del 60° anniversario del 19 luglio 1943.