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B.



ESCE oggi a Roma, in coincidenza con la sua presentazione alla Settimana della Critica del Festival di Cannes, questa opera prima di Edoardo Gabriellini già attore, per Paolo Virzì, in «Ovosodo» e «Baci e abbracci».
Il neo-regista l'ha definita una «fiaba strampalata» in cui «s'incontrano vite di sognatori cialtroni e disperati». Si può condividere. L'azione, infatti, si ambienta in una ex colonia marina anni Trenta trasformata adesso, dopo frettolosi restauri, in una sorta di albergo per vacanze, il «Cormorano» del titolo, gestito da un piccolo faccendiere, tale Nevio, (Giorgio Algrandi), che è costretto a vederlo occupato, in qualche stanza, da alcuni sfollati di cui non riesce a sbarazzarsi. L'idraulico appena assunto, Mario — che ha gesti e mimiche non dissimili dal coniglio dei cartoon, Bugs Bunny, appunto, da cui B. B. — si muove in mezzo a tutta quella strana gente nel più impacciato dei modi, fantasticando di partire un giorno per l'America dove dice che si è trasferito un suo zio, in realtà in prigione da cinque anni. Quando questo zio si rifà vivo, scarcerato, molti nodi vengono al pettine ma anche molti sogni di Mario si vanificano. Solo un po' consolato da una ragazza (Carolina Fallipe), che ha cercato di farlo innamorare, ma ormai anche senza lavoro perché a sua volta Nevio è finito in carcere lasciandosi alle spalle solo debiti (e un'amante cui dà volto e belle forme Selen, ex pornodiva).
Sempre sul versante, appunto, della «fiaba strampalata» condotta però da Gabriellini, anche attore nei panni di Mario, con modi fra l'ironico, il surreale e il patetico. Spesso convincendo.
G. L. R.

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