di LORENZO TOZZI MARIA di Magdala ha goduto di inattese fortune letterarie, iconografiche e musicali.

Del resto la vicenda della Maddalena, convertita dal marciapiede alla fede, era assurta nei secoli a simbolo del paganesimo convertito al cristianesimo. Un ruolo chiave nelle sacre scritture tanto che vi si è vista la sposa di Giovanni e si è fusa con altri personaggi come l'adultera della lapidazione e Maria di Betania. Ecco ora proprio il giorno della divina Resurrezione il Festival di Pasqua proporre in concerto alla Chiesa del Gesù a Roma il giovanile oratorio di Massenet «Marie Magdeleine», scritto a trent'anni nel 1872. Un'opera giovanile, dunque, poi trasformata in opera lirica nel 1906 ed ancora poco innovativa, ma già pregna dei barbagli tardoromantici (più difetti che pregi) del compositore francese che fa qui della donna redenta del Vangelo una consanguinea delle future Herodiade e Thaïs. Solo che qui manca del tutto il fascino del peccato e tutto è appiattito in un tono generale misticheggiante ed osservante, che poco lascia al dramma (la sola potente scena è qulla della crocefissione) e alla iniziale lascivia. Sin dal suo apparire insomma la protagonista appare già folgorata e redenta. E la musica appare chiassosa e colorita, con l'aggravio di una pessima acustica. Tutto poggiava principalmente sulle robuste spalle, vocalmente parlando, di Monserrat Caballè, una Maddalena emaciata e assorta, tutta acuti e poca anima (a causa della scrittura vocale spinta), affiancata da un buon cast costituito da Marin Vidal (un Gesù spesso in anticipo sull'orchestra), Elena Makarova (la sorella Martha) e Carlos Bru Espino (Giuda). Bene si è comportata nonostante l'acustica l'orchestra di Roma e del Lazio ed il coro Aramus diretti da Miguel Ortega. Organizzazione al solito tutt'altro che ineccepibile con le solite proteste del pubblico in eccesso. E, cosa ancor più inammissibile, del tutto assente un programma di sala non solo con il libretto, ma almeno con una sinossi dell'azione e neppure con la corrispondenza interprete-personaggio.