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Viaggio bis al centro della Terra




LA fantascienza, di solito, ci dice di minacce per la Terra in arrivo da altri pianeti. Oggi ci propone invece una minaccia in arrivo dalla Terra stessa immaginando che il suo nucleo centrale («the core») abbia smesso di ruotare provocando guasti terribili nei campi elettromagnetici che ci proteggono. Il Pentagono, sempre quello, messo in allarme da un geofisico esperto, finanzia subito un veicolo sotterraneo che, pilotato da alcuni ardimentosi, dovrà penetrare nelle viscere della terra, «ventimila leghe sotto i mari», per sottoporre il nucleo a un bombardamento atomico in grado di restituirgli il movimento. È quello che accade e anche se alla fine, nel gruppo di... terranauti, rimarranno solo un uomo e una donna, la Terra ricomincerà a girare e tutti potranno tirare un sospiro di sollievo.
Un'idea curiosa e certamente insolita, anche se di «viaggi al centro della Terra» ci aveva già detto Jules Verne. Il regista inglese Jon Amiel («Entrapment», «Sommersby») ha preferito però non insistere su particolari catastrofici. Certo a Roma ci ha mostrato il crollo del Colosseo e dall'Altare della Patria e a San Francisco quello del Golden Gate, ma ha dato molto più spazio alle vicende dei «terranauti» chiusi nel loro veicolo intento a perforare con metodi scientifici i vari strati della crosta terrestre. Con incidenti anche drammatici e scontri psicologici, cercando di disegnare con una certa cura i vari caratteri e le loro reazioni. Non ha potuto, con questo, evitare di dilungarsi, rallentando, nonostante tutto il dinamismo di un'azione che si sarebbe desiderata invece più affannosa. E, dato il tema, con qualche apocalisse in più. Guida i coraggiosi la bella Hilary Swank, all'insegna della «Terra salvata da una donna».
G. L. R.

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