superato il record della cina

Coronavirus: mai tanti morti in un giorno. Il bollettino drammatico della Protezione civile

Mai così tanti morti - 475 - dall'inizio dell'emergenza Covid-19, ma anche il numero più alto mai registrato di guariti in un giorno (1.084). Per l'Italia è il momento più difficile della pandemia coronavirus e il nuovo bollettino della Protezione civile conferma i dati drammatici, seppur con un trend di contagi "stabile": i positivi al momento sono 28.710. Per approfondire leggi anche: Mai così tanti morti. Ma i guariti in un giorno solo 1084 Nel giorno che secondo i primi piani del governo doveva segnare il picco in Italia (ma già slittato a 25 marzo), Angelo Borrelli non nasconde i numeri: sono 2648 in più i contagiati rispetto al 17 marzo, portando il numero totale dei casi a 35.713, incrementato del 13,35% rispetto al giorno precedente. La curva dal 14 marzo risulta di fatto stazionaria, con dati pari a +19,8, +17, +12,1 e +12,6%. I decessi però spaventano molto, perché i 475 morti sono il dato più alto di sempre, compresa anche la Cina, che in 24 ore ne aveva registrato al massimo 368. "Sono 1084 le persone guarite oggi in Italia dopo essere risultate positive al coronavirus. Un numero importante, un incremento del 37% rispetto a ieri", è la nota di fiducia del commissario straordinario all'emergenza, oggi accompagnato da Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss. Sono 2257 le persone attualmente in terapia intensiva in Italia risultate positive, in aumento di 197. Dal punto di vista regionale è sempre la Lombardia a fare da capofila, visti anche i quasi 50mila tamponi effettuati. Il numero dei decessi continua a crescere, salendo a 1.959, 300 in più di ieri. Oggi i positivi sono 17.713, 1493 in più di ieri, un trend in lievissima diminuzione. Le province più colpite dall'emergenza sono sempre Bergamo (4.305 contagiati, 312 in più di ieri) e Brescia, con 3.785, addirittura 484 in più di ieri. In Emilia Romagna si registrano ben 65 decessi in un giorno, in Provincia di Torino crescono molto i contagi, mentre al Centrosud la situazione sembra reggere (nel Lazio 'solo' 117 casi in più con un trend sotto il 20%). Ma Brusaferro avverte: "Nelle altre aree c'è una crescita ma non così veloce, ma non deve illuderci, soltanto se tutti ci comportiamo come raccomandato si potrà rallentare la curva epidemica". Tradotto: l'arma decisiva contro un virus così temibile è il comportamento dei cittadini italiani, invitati a rimanere a casa e a uscire solo per esigenze indifferibili. Il riferimento è al jogging visto in tante città italiane, che probabilmente sarà vietato dal governo entro il weekend. "Proroga delle misure restrittive dopo il 4 aprile? Io credo che è ancora presto per dare un giudizio e prendere delle decisioni - dice sinceramente Borrelli - Almeno per quelle che sono le mie valutazioni su indicazioni della parte scientifica, dovremo aspettare qualche giorno per capire quali sono le tendenze". Una tendenza confermata è quella della media dei decessi: 80 anni, uomini: solo lo 0,8% dei casi è risultato senza altre patologie. E se il virus non sembra avere specificità particolari in Italia ma ha attecchito di più per l'alta età media, la Protezione civile prova a riorganizzarsi, con la distribuzione di un milione di mascherine e 40 ventilatori polmonari.