l'emergenza sanitaria

Coronavirus, clamorosa gaffe del governo italiano: "Non andate in Cina". Ma i voli non erano sospesi?

Carlantonio Solimene

Fa discutere la circolare del ministero dell'Istruzione inviata a presidi, dirigenti e insegnanti per arginare l'insorgere dell'epidemia del Coronavirus in Italia. In pratica, oltre a invitare i docenti a tenere gli occhi aperti sui sintomi che dovessero palesare gli alunni, in particolare quelli di ritorno dalla Cina. In uno dei paragrafi della circolare si legge: "Per ridurre il rischio di infezioni respiratorie acute, gli studenti della scuole secondarie e gli universitari che abbiano intenzione di viaggiare verso le aree colpite, alla luce della situazione epidemiologica globale relativa all'infezione da 2019-nCoV, si ribadisce che tali viaggi sono sconsigliati". Una nota che, però, è apertamente in contraddizione con quanto stabilito dal governo, ovvero la sospensione dei voli da e per la Cina fino a nuova comunicazione. Di fatto, il governo sembra ammettere in questo modo che interrompere i collegamenti diretti tra Italia e Cina non serve granché ai fini della prevenzione dell'epidemia. Perché esistono anche i collegamenti "indiretti". Persone che sono state in Cina, cioè, potrebbero tranquillamente fare uno scalo intermedio e poi arrivare in Italia. Viceversa, gli studenti italiani potrebbero arrivare a Pechino dopo aver fatto tappa in altre località fuori dal Paese. Un'ennesima dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, del fatto che la sospensione dei voli diretti è stato più che altro un provvedimento spot varato sull'onda dell'emotività popolare.