la sentenza d'appello

Caso Foodora, i rider hanno diritto a ferie e tredicesima

Davide Di Santo

 I rider non sono qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, non fanno un lavoro che può essere pagato cinque euro lorde all'ora: vanno trattati come normali fattorini, lavoratori della logistica, con ferie pagate, adeguata retribuzione oraria, contributi e ferie. A affermarlo sono i giudici di Torino che in Appello hanno stabilito questo principio, destinato a segnare uno spartiacque. I cinque ex rider Foodora non sono stati reintegrati, ma l'azienda di food delivery dovrà pagare i 6-7 mesi per cui hanno lavorato con una retribuzione adeguata, colmando la differenza tra le 5 euro lorde all'ora e quello che sarebbe costato un normale fattorino ovvero - a spanne - circa 2.500 euro lorde mensili contributi compresi, spiega l'avvocato Sergio Bonetto che li ha assistiti, sottolineando che i cinque rider "lo hanno fatto più per motivi sociali", che per i pochi soldi che otterranno. Ma il valore vero di ciò che hanno deciso i giudici di Torino, ribaltando sotto questo profilo la sentenza di primo grado, è che "è stato riconosciuto ai lavoratori il diritto ad avere un trattamento a tutti gli effetti identico a quello di un lavoratore del settore logistica di quinto livello, retribuzione oraria, ferie e malattia pagate, tredicesima, contributi come un qualsiasi lavoratore della logistica", sottolinea l'avvocato Bonetto, ricordando che "questo è quello che si capisce dal dispositivo, come poi il lavoratore venga inquadrato lo capiremo meglio con le motivazioni, ma il riconoscimento è chiaro e finisce, almeno per i cinque ex fattorini che hanno fatto ricorso, l'era dei cinque euro all'ora e del lavoro senza tutela". Ma la speranza è che la sentenza sia ovviamente un precedente-pilota: "Ovviamente si ricava il principio che questo tipo di regolamentazione dovrà riguardare alti lavoratori in condizione analoga, immagino", aggiunge l'avvocato. E se la questione rider aspettava una soluzione, i giudici hanno stabilito che non serve andare lontano: "E' importante che la corte di Appello abbia stabilito che non c'è bisogno di alcuna regola nuova, basta applicare i contratti collettivi", sottolinea l'avvocato. Perché i rider non sono una realtà nuova ma fattorini - hanno ricordato i giudici. "Non si può decidere stasera come il principio verrà esteso ad altri lavoratori ma è indiscutibile che da ora in poi sarà molto più difficile sostenere la legittimità di un pagamento da cinque euro lorde all'ora", e - conclude l'avvocato - "speriamo che le motivazioni spingano ancora nella direzione del superamento di una situazione del tutto anomala". Un'anomalia che sta anche in un semplice calcolo, evidenziato dagli avvocati: un rider per guadagnare 800 euro al mese avrebbe dovuto lavorare 177 ore al mese.