IL RAPPORTO MIGRANTES

Giovani in fuga dall'Italia: 50mila nel 2016. Un connazionale su dieci vive all'estero

Davide Di Santo

Sempre più italiani emigrano all'estero, e quattro su dieci sono giovani. Da gennaio a dicembre 2016 le iscrizioni all'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) per solo espatrio sono state 124.076 (+16,547 rispetto all'anno precedente, che a sua volta aveva visto un incremento del 15,4%), di cui il 55,5% (68.909) sono maschi. E' quanto emerge dal rapporto 2017 "Italiani nel mondo" della Fondazione Migrantes, la Fondazione della Conferenza episcopale italiana. I giovani sono quasi la metà Dai dati emerge che il 62,4% sono celibi/nubili e il 31,4% coniugati/e. Oltre il 39% di chi ha lasciato l'Italia alla volta dell'estero nell'ultimo anno ha un'età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in più rispetto all'anno precedente, +23,3%); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%). Le partenze non sono individuali ma di "famiglia" intendendo sia il nucleo familiare più ristretto, ovvero quello che comprende i minori (oltre il 20%, di cui il 12,9% ha meno di 10 anni) sia la famiglia "allargata", quella cioé in cui i genitori - ormai oltre la soglia dei 65 anni - diventano "accompagnatori e sostenitori" del progetto migratorio dei figli (il 5,2% del totale). I "disoccupati senza speranza" A questi si aggiunge il 9,7% di chi ha tra i 50 e i 64 anni, ovvero i tanti "disoccupati senza speranza" tristemente noti alle cronache del nostro Paese poiché rimasti senza lavoro in Italia e con enormi difficoltà di riuscire a trovare alternative occupazionali concrete per continuare a mantenere la propria famiglia e il proprio regime di vita. Le donne sono meno numerose in tutte le classi di età a esclusione di quella degli over 85 anni (358 donne rispetto a 222 uomini): si tratta soprattutto di vedove che rispondono alla speranza di vita più lunga delle donne in generale rispetto agli uomini. Uk in testa nonostante la Brexit Il continente prioritariamente scelto da chi ha spostato la sua residenza fuori dell'Italia nel corso del 2016 è stato quello europeo, seguito dall'America Settentrionale: quella italiana, quindi, si conferma essere oggi una mobilità prevalentemente euroamericana. Rispetto a quanto messo in evidenza lo scorso anno sulle nazioni, quando la Germania era stata la meta preferita distanziando il Regno Unito di poche decine di unità, quest'anno il Regno Unito, con 24.771 iscritti, registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni, seguito dalla Germania (19.178), dalla Svizzera (11.759), dalla Francia (11.108), dal Brasile (6.829) e dagli Stati Uniti (5.939). Da evidenziare, tra le prime 15 destinazioni dell'ultimo anno, gli aumenti percentuali - anche se con valori assoluti profondamente diversi dalle principali mete suddette - relativi all'Irlanda (+57,6%), alla Spagna (+31,6%) e all'Australia (+22,2%) e i decrementi di Argentina (-14,7%), Canada (-8,7%), Emirati Arabi (-6,7%) e Austria (-3,6%). Lazio quarta regione per partenze  Gli italiani sono partiti da 110 territori giungendo in 194 destinazioni diverse nel mondo. La Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l'Italia alla volta dell'estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Da evidenziare l'unico contesto regionale che presenta un dato negativo ovvero il Friuli Venezia Giulia da cui nell'ultimo anno sono partite circa 300 persone in meno (-7,3%). A livello provinciale le partenze dell'ultimo anno, registrano, accanto alle grandi e popolose metropoli italiane quali Roma, Milano, Torino e Napoli, contesti locali minori quali Brescia (oltre 3 mila partenze) quest'anno in quinta posizione dalla settima dello scorso anno. Nuova entrata, ultima tra le prime 10 province, Varese (2.289 partenze nell'ultimo anno).  Quasi un italiano su dieci vive all'estero Al 1 gennaio 2017 gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) sono 4.973.942, l'8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. La "popolazione Aire" è cresciuta, in un anno, di 162.779 unità (+3,3%), negli ultimi tre anni di oltre 337.000 (+7,2%), negli ultimi cinque di oltre 632mila (+14,6%). Nel 2006, gli iscritti all'Aire erano 3,1 milioni, il 60,1% in meno. A livello continentale, oltre la metà dei cittadini italiani (2.684.325) risiede in Europa (54%), piu' specificatamente nei primi quindici Paesi Ue (1.984.461, il 39,9%) mentre 2.010.984 vivono in America (40,4%), soprattutto in quella centro-meridionale (32,5%). A seguire l'Oceania (3%), l'Africa (1,3%) e l'Asia (1,3%). I primi tre Paesi con le comunità più numerose sono Argentina (804.260), Germania (723.846) e Svizzera (606.578), mentre il Regno Unito segna la variazione più consistente (+27.602 iscrizioni nell'ultimo anno). La metà (50,1%) dei cittadini italiani iscritti all'Aire vengono dal sud, il 34,8% e' di origine settentrionale, il 15,6% e' originario del centro. A livello provinciale, Roma e' in prima posizione; tra i primi quindici territori solo tre sono del nord (Milano, Torino e Treviso rispettivamente in sesta, nona e decima posizione).