LO STUDIO

Le tasse in Italia si mangiano metà dello stipendio

Filippo Caleri

Altro che meno tasse. Nonostante i reiterati tentativi di spremere meno i redditi dei contribuenti, in Italia non c’è scampo: chi ha una busta paga si vede sfilare dallo Stato una percentuale di liquidità ben al di sopra del 40%. Non solo. Se si tiene conto che la pressione fiscale altro non è che il rapporto tra le entrate ottenute dal fisco e il Prodotto interno lordo (e che quest’ultimo è composto anche da una percentuale di sommerso che non versa un euro di tasse) rifacendo i conti si si arriva per i contribuenti fedeli a una fetta di ricchezza trattenuto dallo Stato che punta dritto al 50%. A fare i conti è stato l’ufficio studi della Cgia di Mestre che ha innanzitutto ricordato che nel 2017 la pressione fiscale ufficiale è attesa al 42,5 per cento. Ma il peso delle tasse sui contribuenti italiani fedeli al fisco, invece, sarà superiore di oltre 6 punti: la pressione fiscale reale, infatti, è prevista al 48,8 per cento. SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI