TORINO

Arrestata foreign fighter italiana "Era pronta a morire per l'Isis"

Silvia Sfregola

Si faceva chiamare Khadija da quando, poco più che ventenne, Lara Bombonati si era convertita all'Islam abbracciando la causa jihadista. Khadija, come la prima moglie del profeta Maometto e prima persona a convertirsi all'Islam, è stata arrestata la notte del 22 giugno ad Alessandria su richiesta della procura di Torino perché sospettata di essere una foreign fighter pronta a ripartire per la Siria. Ora la donna si trova reclusa nel carcere della Valletta di Torino per la convalida del fermo bisognerà aspettare lunedì. La Bombonati è "indagata per avere partecipato - secondo l'accusa - a una associazione che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo. Il fermo è stato disposto per il pericolo di fuga conseguente al progetto della donna di abbandonare il territorio nazionale per raggiungere nuovamente la Siria utilizzando contatti in Belgio". L'ipotesi di accusa, precisa la stessa Procura torinese "si basa sulla circostanza che Bombonati, avrebbe svolto attività di logistica e di assistenza nell'ambito di una neo formazione terroristica operante nelle aree di Idlib ed Aleppo". Lara, oggi 26enne, si era convertita all'Islam dopo aver incontrato e sposato Francesco Cascio, originario di Taranto, che si faceva chiamare Mohammad. Con lui era partita dall'Italia direzione Turchia per studiare il Corano, aveva detto alla famiglia. Proprio in Turchia Francesco trova la morte. L'uomo, già radicalizzato all' Isis, sosteneva la causa combattendo, mentre Khadija forniva assistenza logistica sanitaria e psicologica, oltre che prestandosi a fare da staffetta verso il territorio turco. Cascio sarebbe rimasto ucciso durante un'irruzione armata in un campo di addestramento in territorio siriano, come ha riferito la stessa Khadija durante una conversazione telefonica con la famiglia. Dopo la morte del marito La donna viene espulsa nel gennaio scorso. Rimpatriata, Khadija diventa sorvegliata speciale delle autorità italiane. I contatti con la famiglia però si interrompono, la donna infatti comunica solo con le sorelle musulmane tramite chat, che lei stessa ritiene sicure, come Telegram, Whatsapp e Facebook, ma che in realtà diventano fari per gli investigatori che la seguono passo passo. Negli ultimi tempi aveva contattato le sorelle musulmane via Skype, con utenza Jalyk, esprimendo l'intenzione di lasciare l'Italia e fare ritorno in Siria.