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È morto lo storico sarto dei Papi

Addio ad Annibale Gammarelli contitolare della ditta di via di Santa Chiara Confezionò abiti talari a Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Se ne è andato l’ultimo sarto del Papa. È morto martedì 12 luglio Annibale Gammarelli, contitolare della storica sartoria di abiti ecclesiastici in via di Santa Chiara, a due passi dal Pantheon, che realizza, tra le altre, le vesti dei Pontefici.

Il negozio, con laboratorio sartoriale al proprio interno, vanta una tradizione più che secolare. Fondato nel 1798 ha servito ben 12 Pontefici: da Pio IX a Papa Francesco. Le sapienti mani della famiglia Gammarelli hanno tagliato su misura abiti talari e soddisfatto desideri dei discendenti in Terra di San Pietro. Come quando Papa Giovanni XXIII chiamò Annibale e gli disse: «Gammarelli, vorrei un camauro. Mio zio - racconterà negli anni successivi il nipote Lorenzo - cadde dalle nuvole. Non non si dice mai un "no" ad un desiderio del Papa e dunque rispose: senz’altro, Santità , provvederemo immediatamente. Mio zio aveva una vaga idea di ciò che era un camauro e soprattutto non sapeva dove cominciare per confezionarlo e se a Roma c’erano artigiani in grado di soddisfare la curiosa richiesta. Dopo avere consultato enciclopedie di vario tipo si accorse che il camauro era molto ben documentato dal punto di vista figurativo, ma rimaneva il problema di come farlo e chi lo potesse fare. Fu presto risolto avendo in negozio il velluto del colore adatto ed una manodopera specializzata. Il tutto per la completa soddisfazione del Papa buono e l’orgoglio di avere esaudito un desiderio del Pontefice. In seguito è stato di nuovo confezionato per Sua Santità Benedetto XVI ma non in velluto rosso bensì in damasco bianco, da indossare nel periodo pasquale».

All’interno della bottega della famiglia Gammarelli sono stati confezionati innumerevoli abiti talari, non solo per i Papi ma anche per cardinali e monsignori di tutto il mondo. I negozi di abiti talari non sono numerosi ma si trovano anche a Milano, Firenze e Napoli.

Non mancano neppure all’estero ma quelli di Roma in particolare sono considerati più «alla moda». Per restare in tema di moda, ad esempio Giovanni Paolo II preferiva lo zuccotto più piccolo e tanti si adeguarono; così come Benedetto XVI rispolverò l’uso delle mozzetta rossa bordata di pelliccia indicando a vescovi e cardinali più rigore nel vestire. Abiti dal bianco avorio, al rosso ponsò dei cardinali, dal paonazzo dei vescovi al nero sacerdotale, il made in Italy fa tendenza anche tra gli uomini di Dio e non deve sorprendere una punta di ingenua vanità. Il cavallo di battaglia e fiore all’occhiello della bottega resta l’intramontabile abito talare bianco di satin di lana, la fascia di seta pura marezzata, una mozzetta rossa come le scarpe in vacchetta. È la divisa che nella sartoria ecclesiastica prepara, prima di ogni conclave, in tre esemplari - misura piccola, media e large, come da tradizione - per l’elezione del nuovo Pontefice.

Tessuti naturali, al bando zip o automatici. Qui la tradizione è sacra: esclusivamente asole e bottoni. I Gammarelli trattano anche con cardinali e vescovi consapevoli di un privilegio che esige riservatezza e compostezza.

Cattolici, lettori dell’Osservatore Romano per essere informati delle vicende d’Oltretevere, hanno servito il Papa anche come mazzieri ovvero, guardie del corpo di Sua Santità. Un’investitura dal significato simbolico e devozionale che ha investito anche Annibale, quinta generazione di questa storica famiglia. Ora toccherà alla sesta, con il nipote Lorenzo, che già lavora all’interno della ditta inserita, nel 2000, nell’elenco dei Negozi Storici di Roma, ed è probabilmente la più antica ditta della città ad essere ancora gestita da discendenti diretti del fondatore. L’Osservatore Romano, nell’edizione di domani (oggi ndr ), ne pubblica il necrologio: «Il giorno 12 luglio è mancato improvvisamente il Commendatore Annibale Gammarelli che si è ricongiunto ai suoi carissimi figli Marco e Nicola nella casa del Signore. Ne danno il triste annuncio la moglie Stefania, i figli Alessia con Martin, Stefano Paolo con Ilaria e le amate nipotine Veronica e Sofia. Il funerale sarà celebrato il giorno 14 luglio alle ore 10 presso la Parrocchia del Preziosissimo Sangue, via Flaminia Vecchia, 732».

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