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«Debiti per pagare lavastoviglie, mutui e gioco»

A spiegare i motivi dell'aumento del fenomeno il presidente dello Sportello antiusura Luigi Ciatti

«Debiti per pagare lavastoviglie, mutui e gioco»

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Dopo 20 anni di attività dello Sportello anti usura viene da chiedersi cosa può ancora stupire chi lavora dietro le quinte per aiutare le persone ad uscire dalla disperazione di non riuscire a far fronte alla mole di debiti. Eppure, Luigi Ciatti, presidente di questo Sportello, si stupisce ancora.

Cosa ancora la sorprende, Presidente?

«Mi sorprendono due dati, in particolare. Quello dell’aumento esponenziale delle richieste di aiuto rispetto a cinque anni fa, pari al 100 per cento e dell’indebitamento medio, 30 mila euro rispetto ai 10 mila euro di circa 15 anni fa».

Ci si indebita per cosa?

«Per pagare le rate del mutuo, ma anche semplicemente il condominio o la lavastoviglie. Abbiamo casi di persone che hanno 16 linee di credito aperte e non riescono a chiuderne nessuna».

Ma come si fa ad avere tanti debiti, perché non ci si ferma prima?

«Semplicemente perché mentre prima ci si sentiva "a rischio" con 10 mila euro di scoperto, adesso i problemi iniziano ad avvertirsi quando il debito diventa di 30/40 mila euro. La crisi fa vivere come una sorta di normalità il fatto di essere debitori di qualcosa o di qualcuno».

Chi si indebita, soprattutto?

«È cresciuta la percentuale dei lavoratori dipendenti che perdono all’improvviso il posto e si ritrovano con una famiglia alle spalle e tante spese da assolvere. Ma ci sono anche molti imprenditori e i pensionati, che hanno molto bisogno di aiuto perché a volte non hanno neanche i soldi per mangiare».

Registrate anche casi di debiti per gioco e se sì in qualche percentuale?

«Minima, devo dire la verità. Non so se questo sia casuale o dovuto alla crisi, ma sono molti di più i casi di indebitamento passivo, dunque non in qualche modo generato da chi si indebita, ad esempio scommettendo o giocando alle slot machine, ma perché, appunto, ha perso il lavoro».

Chi si rivolge a voi è caduto già nella trappola dell’usura?

«In una certa percentuale sì. Abbiamo dei casi di persone che si sono rivolti agli usurai dopo aver tentato con i normali sistemi creditizi, come le banche. C’è un aspetto della questione che mi ha particolarmente colpito».

Ci spieghi.

«Questo Sportello non presta soldi, ma aiuta a estinguere i debiti attraverso il Fondo di prevenzione dell’usura della Regione Lazio. La restituzione di quanto dovuto avviene nel 70 per cento dei casi, significa solo il 30 per cento alla fine non ce la fa e sono le stesse persone che prima di rivolgersi a noi sono state giudicate a più riprese insolventi dal sistema bancario».

Si prova ancora vergogna a chiedere aiuto?

«Chi viene da noi questo sentimento lo ha già superato. La vergogna spesso subentra i primi momenti ma poi ci si fa l’abitudine e si pensa piuttosto a risolvere i problemi ed è quello che tentiamo di fare tutti i giorni attraverso questo Sportello».

In un caso su due l’indebitamento è dovuto alle cartelle di Equitalia...

«Sì, è tra i dati più interessanti, Equitalia spaventa i romani e spesso si rivolgono allo Sportello con le cartelle esattoriali in mano».

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