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Omicidio Fortuna, aggredito in cella il presunto assassino

Raimondo Caputo si trova ora in isolamento. Intanto la famiglia della bambina chiede di riesumare il corpo di Antonio Giglio, bambino morto nel 2013 precipitando dallo stesso palazzo

Omicidio Fortuna, aggredito in cella il presunto assassino

fortuna loffredo

Quasi linciato in cella Raimondo Caputo, 43 anni, l'uomo accusato di aver violentato e ucciso la piccola Fortuna Loffredo, di 6 anni, a Parco Verde di Caivano in provincia di Napoli il 24 giugno 2014. L'uomo è stato aggredito da altri detenuti nella cella in cui si trovava. Lo si apprende dal Procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, che precisa che Caputo "presenta i segni dell'aggressione, ma nulla di grave". Caputo è stato quindi trasferito in cella di isolamento per motivi precauzionali per la sua incolumità. L'uomo, nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip, si era difeso dicendo: "Non ho ucciso Fortuna, non ero lì quando lei è caduta, né ho mai commesso abusi sessuali". Dopo l'arresto di Caputo ignoti hanno dato fuoco con una bottiglia incendiaria a una delle finestre dell'abitazione di Caivano in cui la compagna dell'uomo sta scontando i domiciliari, in quanto ritenuta complice delle violenze ai danni delle figlie, per non aver mai denunciato nulla. "Da una parte sono soddisfatta per aver avuto giustizia - ha detto la mamma di Fortuna - dall'altra dico che quei due devono marcire in carcere".

 

 

Altri delitti Intanto la famiglia della bambina chiederà la riesumazione del corpo del piccolo Antonio Giglio, il bambino di 4 anni precipitato dallo stesso palazzone del Parco Verde a Caivano nel 2013. Lo riferisce l’avvocato. Gli investigatori sospettano che negli anni una vera e propria rete di pedofili abbia agito nella zona. Tra le fine del 2014 e l'inizio del 2015 un'altra coppia di inquilini del palazzo era finita agli arresti per pedofilia. Tra questi figurava Salvatore Mucci, l'uomo che per primo aveva soccorso Fortuna dopo il volo di otto piani. Stessa fine aveva fatto, nel 2013, proprio Antonio Giglio, il bimbo di tre anni figlio della compagna di Caputo. I due episodi non sarebbero al momento collegati ma sviluppi potrebbero esserci nelle prossime settimane. E proprio il contesto ambientale ha complicato le indagini, tra depistaggi veri e propri e dichiarazioni inventate ad arte. Il primo episodio inquietante è la sparizione della scarpina di Fortuna, di cui si sarebbe resa responsabile, è emerso dalle indagini, l'inquilina dell'ottavo piano, la stessa che subito dopo il fatto negò di aver visto Caputo andare sul pianerottolo con la piccola.

 

 

Due inquiline indagate Due inquiline del "palazzo degli orrori", dove viveva la piccola Fortuna, sono indagate dalla Procura di Napoli Nord per l'ipotesi di reato di false dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria. Fra le persone indagate - si apprende da fonti vicine all'inchiesta - vi è la donna che gli investigatori ritengono abbia raccolto la scarpa persa da Fortuna al momento della morte.

 

 

Il racconto delle amichette Sono state le amichette di Fortuna a raccontare la tragedia di Chicca, come veniva chiamata Fortuna, e mettere gli investigatori sulla giusta strada con le loro parole e i loro disegni, una volta allontanate dai magistrati dal degrado familiare in cui vivevano. Così è stato scoperto l' "orco". Secondo la Procura della Repubblica di Napoli Nord, a violentare e uccidere Chicca è stato un vicino di casa, Raimondo Caputo, di 43 anni, disoccupato e pluripregiudicato, già in carcere per abusi sessuali ai danni di un'altra bimba di tre anni, figlia della sua compagna. Fortuna venne uccisa perché si era rifiutata di subire l'ennesimo tentativo di violenza sessuale. Un "no" pagato con la vita. Raccapriccianti ma, secondo il gip, "assolutamente illuminanti e inoppugnabili" le informazioni raccolte nel corso di un colloquio con un'amichetta di Chicca, lo scorso mese di marzo, nella casa famiglia dove, insieme alle sorelline, era stata trasferita dopo l'allontanamento dalla mamma (anche lei accusata di violenza sessuale in concorso) e dal convivente di quest'ultima. Eloquente e dirimente, anche secondo una psicologa, è un disegno in cui la bimba raffigura l'orco, a cui dà un nome e un cognome, con delle strisce sul volto, assimilabili a dei serpenti.

 

 

L'appello di Alfano Intanto a Napoli il ministro Angelino Alfano ha fatto un appello: "Chi sa parli. Noi abbiamo bisogno di parole da parte di chi sapeva e non ha voluto dirle queste parole precedentemente - ha detto Alfano rispondendo alle domande dei giornalisti - perché questo silenzio è pesato in termini di ferocia quanto quel terribile gesto che ha visto coinvolta Fortuna". "Noi daremo il supporto delle forze dell'ordine all'inchiesta - ha aggiunto Alfano - e tutto ciò che ci sarà chiesto in termini di forze dell'ordine lo offriremo per riuscire ad accelerare i tempi di questa inchiesta".

 

 

Papa Francesco su pedofilia Anche il Papa, ieri, durante ilò Regina Coeli aveva parlando di pedofilia: "È una tragedia, non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori, dobbiamo difendere i minori e punire severamente coloro che commettono gli abusi". Presente in piazza San Pietro l'Associazione Meter che "da tanti anni - ha ricordato Francesco - lotta contro ogni forma di abuso sui minori. Grazie per il vostro impegno e continuate con coraggio questo lavoro".

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