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Risparmiare usando «triangoli e sorrisi»

Nei primi tre anni meglio quelli ecologici anziché gli «usa e getta» molto più costosi

Risparmiare usando «triangoli e sorrisi»

laziogasmaggio

Un bambino non sa che farsene del cono ripara-pipì, del passeggino con altoparlanti, o della fascia per essere "appeso" il bambino. Tutto ciò che vuole è il seno della mamma per mangiare, amore e coccole: tutte e tre sono a costo “zero”.
Al contrario dei pannolini: costosi. Nei primi tre anni di vita del bambino vengono consumati circa 4.500 pannolini “usa e getta” per un costo complessivo di 1.100 euro circa. Il pannolino ecologico richiede una spesa totale che si aggira intorno ai 250 euro. Lievita e di molto anche se il genitore tiene alla cultura e preferisce pannolini con i volti di Enrico VIII, Shakespeare, Mary Stuart, Elisabetta I e di Anna Bolena. Ce ne sono anche di stoffa e lavabili: comportano una spesa iniziale di 400 euro, ma poi l’alternativa è decisamente economica, ecologica e rispettosa della sua pelle. Prima che arrivi il vasino (5 euro), bisogna fare i conti con carrozzina, passeggino, ovetto per l'auto, culla, lettino, sdraietta. E ancora: vestitini, accessori e prodotti per la cura del neonato. Ma la lista delle cose da comprare non finisce qui. Anche se tutto ha un inizio e una fine. A partire dal suo arrivo in casa: dove facciamo dormire il neonato al ritorno dall'ospedale? Per i primi 4-5 mesi, il bèbè può dormire nella carrozzina che usate per passeggiare; il lettino può aspettare. Se volete usare la fascia, senza arrivare all'eccesso delle nostre nonne che facevano dormire i neonati in un cassetto, i bambini hanno bisogno davvero di poco, anche una cesta con un materassino nuovo può fare al caso loro, purché sia in sicurezza. Appena i movimenti si faranno più insistenti, potrete metterlo nel lettino con le sbarre. Sempre meglio dei bimbi finlandesi, che dormono in una scatola di cartone: il governo regala ai nuovi nati una scatola con tutto l'occorrente per i primi mesi e la scatola stessa, fornita con un materassino, serve da culla. Il costo è ridotto all’osso.
Almeno fino al lettino con le sbarre, valido per almeno 3 anni. Chi non ha amici, parenti o colleghi al lavoro che possono prestarglielo, può comprarlo di seconda mano, concentrando i soldi per il materasso e i lenzuoli: nuovi. La spesa per passeggino & co. è quella più impegnativa: cercando qualche modello superato che i negozi vendono a prezzo scontato, si risparmia. E si spende meno anche negli spacci aziendali aperti al pubblico.
Il fasciatoio-mobiletto (da 55 a 580 euro) con cassetti, ripiano e vaschetta è costoso? Un ripiano in bagno o il letto coperto da un ampio asciugamano in spugna e una traversina impermeabile possono sostituirlo. Per la cassettiera e il necessario del pargolo, preferite un mobile classico, senza farfalle che spiccano voli cartooniani. Meglio l’uso degli sticker: si cambiano con più facilità e sono decisamente economici. La sdraietta si usa quattro mesi, dai 2 ai 6 mesi: se proprio volete appoggiarci il neonato, potete usare l’ovetto della macchina, ma non abbiate “sete” di metterlo troppo presto dentro, in quanto la posizione curva non dà benefici alla sua schiena fragile. Meglio il tappeto a box e girello. Il circolo virtuoso dell’usato promette bene anche per i vestitini: se non volete farveli prestare, approfittate dei capi in saldo. Si può risparmiare fino al 70%. Comprando poi vestiario in anticipo anche di uno-due anni avrete sempre capi nuovi e con la minima spesa. Madre natura è stata generosa con voi e potete allattare?
Uno studio ha rivelato che ogni mese in più di allattamento al seno, fa risparmiare una media di 20 euro in cure sanitarie (visite ambulatoriali e ricoveri), a cui si aggiunge un ulteriore risparmio diretto di circa 124 euro, corrispondente al mancato acquisto di latte artificiale. In Italia oltre il 90% delle mamme sceglie l’allattamento al seno, ma già alla dimissione dopo il parto, meno del 40% lo fa in maniera esclusiva. Solo il 5% allatta ancora in maniera esclusiva a sei mesi, nonostante il suggerimento in termini di salute, sia di allattare esclusivamente sino al 6° mese compiuto e con l'aggiunta di cibi complementari sino a due anni ed oltre, se mamma e bambino lo desiderano. La maggior parte delle donne smette di allattare per insufficienza di latte (vera o presunta) e per le ragadi. Pur allattando, ci sono spese evitabili. Quali? Non usate le coppette assorbilatte, ma solo pezzoline di cotone lavabili: sono più economiche e più igieniche. Decisamente superfluo il cuscino per l'allattamento: se la schiena grida vendetta, adagiate il neonato sui cuscini. Anche il reggiseno per l’allattamento può essere sostituito da un reggipetto particolarmente morbido che si sposta facilmente e non costringe il seno. Quante invece usano il latte artificiale possono comprarlo nei supermercati invece che nelle farmacie: il prezzo è generalmente più basso. Se poi preferite il latte in polvere a quello liquido il costo scende ancora. Guai a cedere alle lusinghe di sterilizzatori e scalda biberon: i rimedi della nonna con l’aceto e l’acqua bollente aiutano a far la cresta sulle spese. Al limite si può sempre ricorrere al vecchio metodo di bollirli per cinque minuti in una pentola con il coperchio. Di certo, cari genitori, il punto è uno: al di là della gioia e delle responsabilità che una nascita comporta, bisogna fare i conti con il settore dell’infanzia, costoso a prescindere.
Che dire poi dei giocattoli? Attraverso il gioco il bambino scopre il mondo e se stesso. Non servono trastulli di caro prezzo, ma passatempi che stimolano la fantasia e la creatività del bambini. Per farli volare alti e da soli, è importante essere aggiornati sui prodotti per l’infanzia, ma considerando il catalogo come vetrina delle novità e non come un album di figurine, dove si sente la mancanza dell’immagine che tarda ad arrivare. A proposito di ritardi… se il latte tarda a uscire, il tiralatte è uno strumento utile in caso di ingorghi mammari e per aumentare la produzione di latte: può essere affittato nelle farmacie. In alternativa esistono delle tecniche di spremitura manuale del seno ad hoc da non sottovalutare.
 

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