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Fiscoleaks, c’è anche Jessica Rizzo

Il nome di Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo, rivelato dal settimanale l’Espresso Nella nuova lista presenti 80 tra imprenditori, manager, e stimati professionisti LA LISTA

Fiscoleaks, c’è anche Jessica Rizzo

PANAMA

Il nome che spicca su tutti è quello di Rodolfo De Benedetti, che siede nel consiglio di amministrazione del Gruppo Espresso ed è stato amministratore delegato di Cir, che a sua volta controlla la società editrice del settimanale. Ed è proprio l’Espresso a pubblicare il suo nome, insieme ad altri 79, nella lista dei clienti italiani dello studio Mossack Fonseca, meglio noti come i «Panama Papers». Negli ottanta nomi diffusi dal giornale, poi, ci sono decine di imprenditori, manager di importanti aziende, professionisti più o meno noti e investitori sconosciuti ai più. Ma anche personaggi «singolari», come la pornostar Jessica Rizzo, «registrata» con il suo vero nome di Eugenia Valentini.

Ma torniamo a De Benedetti. Il figlio di Carlo, presidente del gruppo Espresso, compare nei «papers» in quanto collegato alla McIntyre holding Ltd, con sede nelle isole vergini britanniche, ovviamente un paradiso fiscale. È stato nominato amministratore di McIntyre nel 1995, ma non è «beneficiario economico» della società che, sottolinea lui «è stata chiusa da molti anni». «In passato - spiega Rodolfo - McIntyre si era occupata di investimenti finanziari nel continente americano, gestendo antichi risparmi di famiglia e la posizione di questi ultimi fu regolarizzata con il fisco italiano nel 2003». In quell'anno, da quanto risulta dalle carte - si legge sull’Espresso - «De Benedetti ha rassegnato le dimissioni da amministratore della offshore delle Isole Vergini britanniche, che non faceva parte del gruppo Cir quotato in Borsa». «Per quanto mi riguarda - dichiara De Benedetti - non sono mai stato azionista né beneficiario economico di McIntyre holding. Il mio nome compare in quanto consigliere di amministrazione. Infine, ritengo opportuno sottolineare che da sempre dichiaro tutti i miei redditi e pago le tasse in Italia».

Nella nuova lista, che arriva dopo altri 200 nomi già resi noti, c’è anche Domenico Bosatelli, 82 anni, patron della Gewiss di Bergamo, leader dell’impiantistica elettrica, che ha di recente sponsorizzato l’Expo di Torino. Le attività messe in luce dai panama Papers riguardano, però, una «galassia di società offshore che va dai Caraibi a Montecarlo», scrive il settimanale. Molte pagine di documenti sono dedicate a Silvio Garzelli, un manager che in passato ha amministrato numerose attività internazionali del gruppo Ferrero. C’è anche l'immobiliarista Daniele Bodini, che ha fatto la sua fortuna con una serie di operazioni immobiliari e ha la sua base a New York. Originario della provincia di Como, rappresenta la repubblica di San Marino all’Onu. Seguono i costruttore partenopeo Raffaele Raiola, conosciuto nel settore per aver rilevato nel 2011 una parte delle attività della Btp del fiorentino Riccardo Fusi, che figura tra gli amministratori della Dishford delle Seychelles ed è considerato amico di Denis Verdini. Tra gli appalti presi in carico da Raiola c’era anche una linea della tramvia fiorentina, di cui a novembre di quell’anno Matteo Renzi, allora sindaco del capoluogo toscano, pose la prima pietra. Ma nel 2013 - ricorda l’Espresso - la «Impresa spa dell’imprenditore napoletano è arrivata al capolinea dell’amministrazione straordinaria. E i lavori a suo tempo ceduti alla Btp di Fusi sono ancora in alto mare...».

Nella lista dello studio Mossack Fonseca ci sono circa ottocento nomi di nostri connazionali. Le sorprese non sono finite.

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