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A Frosinone patenti false agli stranieri

Gli immigrati (egiziani, marocchini e cinesi) sborsavano fino a quattromila euro E chi non aveva soldi poteva pagare in «natura» concedendo mogli e sorelle

Quattomila euro per ottenere una patente falsa. Stranieri senza padronanza della lingua italiana pronti ad indebitarsi per poter ottenere la preziosa certificazione di idoneità alla guida. Chi non era in grado di pagare una somma tanto alta, allora, poteva concedere il proprio corpo se fosse stata una donna o la propria conserto, fidanzata o sorella, se fosse stato un uomo. A smantellare un'organizzazione composta da colletti bianchi, imprenditori e cinque pubblici ufficiali sono stati, ieri mattina gli investigatori della Squadra Mobile della questora di Frosinone. Un anno e mezzo di intercettazioni telefoniche, ambientali, pedinamenti e persino poliziotti che si sono finti esaminandi per arrivare ad incastrare l'ex direttore della Motorizzazione di Frosinone, Roberto Scaccia, Donato Giuseppe Ferraro, titolare di una serie di autoscuole in provincia di Frosinone e residente a Piedimonte San Germano e Domenico Fratarcangeli di Ripi. Per loro il Gip del tribunale di Frosinone ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Sono scattati gli arresti domiciliari per Tiziana Saginaro, segretaria dell'ingegner Scaccia e residente a Frosinone, Antonio Larena di Piedimonte San Germano, Cinzia Sinibaldi di Frosinone, Mirko Costanzo di Cervaro, nel cassinate, Antonio Ciotoli residente a Ceccano, Antonio Altobelli di Sora, Marco De Arcangelis di Sora, Alessandro Cannone residente a Colleferro, Emiliano Cortina residente a Ripi ed altre dodici persone residenti tra Caserta e Venafro. Si tratta di esaminatori della Motorizzazione di Frosinone titolari di altrettante agenzie di scuola guida della provincia di Frosinone, due dipendenti delle autoscuole 'Serena' di Donato Ferraro, 5 suoi stretti parenti ed altri 4 associati che ricoprivano il ruolo di procacciatori dei candidati/sostituti in occasione delle prove di teoria. Il giudice per le Indagini Preliminari ha contestato a tutti e venti ed ai 131 indagati, l'associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica e la corruzione. Sequestrate 90 patenti di guida intestate a egiziani, pakistani, marocchini e cinesi che in molti casi non erano a conoscenza della segnaletica stradale di base e dunque potenziali pericoli pubblici. L´indagine, ha fatto emergere un giro d´affari di circa 224.000 euro. Per questo il magistrato titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Ticino, ha chiesto ed ottenuto dal Gip il sequestro dei conti correnti bancari e postali degli indagati, fino al raggiungimento della corrispondente cifra a cui si aggiungono ville, abitazioni e locali commerciali, autoveicoli e motocicli, tra questi anche una Ferrari modello California, pagata oltre 200.000 mila euro ed una Mercedes acquistata pochi giorni fa per una cifra di quasi 100.000 euro. Il meccanismo criminale era tanto complesso quanto efficace: l'ingegnere della Motorizzazione, dietro compenso, assegnava alle prove d´esame uno dei 3 esaminatori corrotti che, a loro volta, chiudevano letteralmente gli occhi, consentendo ai complici di partecipare senza che questo potesse normalmente accadere,alla prova de'esame, si sostituivano, infatti, ai candidati che non erano assolutamente in grado di sostenere la prova teorica. Nella perquisizione di ieri mattina sono stati rinvenuti nella cassaforte della scuola guida «Serena» di via Donizetti a Cassino, oltre 200 mila euro in contanti. Oggi avranno inizio gli interrogatori di garanzia in carcere.

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