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Ustica e il solito «teorema Priore»

Al centro di tutto c’è sempre Priore, con la sua infinita inchiesta (proseguita oltre i termini di legge, costringendo il tribunale a dichiararla in parte inutilizzabile), con migliaia di pagine di...

Ustica e il solito «teorema Priore»

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Al centro di tutto c’è sempre Priore, con la sua infinita inchiesta (proseguita oltre i termini di legge, costringendo il tribunale a dichiararla in parte inutilizzabile), con migliaia di pagine di ipotesi affastellate l’una sull’altra per dimostrare l’assunto di una battaglia aerea mai avvenuta. Un film bocciato innumerevoli volte dai suoi colleghi magistrati – di quelli che giudicano, rischiando l’impopolarità se assolvono, non di quelli che usano i giornalisti amici per raggiungere le luci della ribalta. Lo bocciò Crotone, quando nel 1989 (già allora!) archiviò il teorema che collegava il Mig libico caduto in Calabria in luglio con il DC-9 caduto nel Tirreno in giugno. Lo bocciarono i pubblici ministeri di Roma, che non trovarono alcuna traccia radar significativa entro 50-60 miglia dal povero DC-9. Lo bocciò il gup di Roma, nel 2003, che concluse che Priore aveva avuto a disposizione tutti gli elementi per concludere che «la vicenda del MiG 23 libico non aveva attinenza immediata e diretta con la tragedia del DC 9». La bocciatura più clamorosa giunse dalla Corte di Appello di Roma: «L’accusa non è altrimenti dimostrabile se non affermando come certo quanto sopra ipotizzato ma non è chi non veda in essa la trama di un libro di spionaggio ma non un argomento degno di una pronuncia giudiziale”». In un Paese normale, la storia sarebbe finita lì e chi aveva fatto sprecare allo Stato 300 miliardi di vecchie lire – più di un kolossal hollywoodiano – si sarebbe ritirato in buon ordine, sperando che il suo ruolo nella figuraccia fosse presto dimenticato e che nessuno gli presentasse il conto. (A proposito: il film è pagato in gran parte dai contribuenti, tramite tax credit e contributi Mibact e delle regioni Toscana, Basilicata e Sicilia).

Ma non Priore. Proprio come i generali sconfitti, continua a combattere la battaglia che ha perso sul campo. Certo, parla solo davanti al pubblico di casa e senza contraddittorio, presentando come novità i teoremi che non hanno resistito al dibattimento in aula. Il film è suo, e lui deve esserne regista, sceneggiatore, attore e protagonista – se fosse possibile, anche recensore e pubblico, per applaudirsi da solo. Senza alcun pudore.

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