cerca

Rifiuti, danno erariale per le multe Ue

Segnalazione della Ragioneria dello Stato alla procura della Corte dei conti Discariche abusive ed emergenza in Campania sono già costate 160 milioni

Rifiuti, danno erariale per le multe Ue

corte dei conti

Non può pagare sempre Pantalone. La Ragioneria generale dello Stato ha mandato una segnalazione di danno erariale alla procura della Corte dei conti del Lazio per le centinaia di milioni di euro che lo Stato è costretto a sborsare per non essersi adeguato alle regole dell’Unione Europea in materia di rifiuti. Sono già due le condanne che la Corte di giustizia europea ha inflitto all’Italia nell’arco di pochi mesi: quella del 2 dicembre 2014 sulle discariche abusive e quella del 16 luglio 2015 sull’emergenza rifiuti in Campania. In totale se ne sono andati, ad ora, circa 160 milioni di euro, tra sanzioni e penali. Ma non finisce qui, perché ogni giorno che passa, senza che il nostro Paese si adegui alle prescrizioni imposte dalla comunità europea, fa andare in fumo altre centinaia di migliaia di euro. Ora la Ragioneria dello Stato, che ha come obbligo istituzionale quello di garantire la corretta gestione delle risorse pubbliche, ha chiesto ai pm contabili di Roma di occuparsi della questione e di individuare chi sia a monte della catena di responsabilità che ha portato a questo salasso. Insomma, l’Unione europea ha presentato un conto salato all’Italia, ma ora il Governo vuole capire a chi debba essere addebitato.

La procedura è questa: se uno Stato membro non rispetta la normativa comunitaria, la Commissione europea apre una procedura d’infrazione; se dopo un determinato lasso di tempo quello Stato non si mette «in regola», la Corte di giustizia di Lussemburgo irroga la multa e a quel punto lo Stato deve pagare. Al momento il numero delle procedure d'infrazione a carico del nostro Paese è salito a 91, di cui 69 per violazione del diritto dell'Unione e 22 per mancato recepimento di direttive. Le ultime due sono state aperte lo scorso 26 gennaio e riguardano la materia fiscale. In linea generale, però, l’Italia sgarra prevalentemente sulle direttive che hanno come obiettivo la tutela dell’ambiente e, di conseguenza, della salute umana. Basti pensare che sulle 91 procedure d’infrazione aperte, 19 hanno riguardano le tematiche ambientali. Due di queste si sono chiuse con una sentenza di condanna.

La prima risale al 2 dicembre 2014. Per i ritardi nella messa a norma degli invasi fuorilegge, i giudici della Corte hanno emesso a carico dell’Italia una maxi sanzione da 40 milioni di euro, più 42,8 milioni per ogni sei mesi di ulteriore ritardo. Considerato che il 2 giugno 2015, alla scadenza del primo semestre, erano state messe a norma solo 15 discariche irregolari su un totale di 198 sparse su tutto il territorio nazionale, il nostro Paese ha dovuto sborsare altri 39 milioni e 800 mila euro. Adesso che anche il secondo semestre è scaduto, lo scorso 2 dicembre, si attende di sapere quale sia l’ammontare della nuova sanzione comminata che, plausibilmente, dovrebbe aggirarsi intorno a un importo simile a quella di luglio, visto che sul fronte delle bonifiche poco o nulla di nuovo è stato fatto.

La seconda condanna, invece, risale al 16 luglio 2015. La Corte di giustizia europea ha irrogato all'Italia una multa di 20 milioni di euro per il mancato adeguamento alle regole Ue del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Campania. Per ogni giorno di ritardo, il nostro Paese deve pagare una penale di 120.000 euro. Considerato che dalla sentenza sono passati 200 giorni, il conto è già lievitato di altri 24 milioni di euro.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro