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Il bluff dell’inaugurazione al S. Camillo

Fermo il reparto di terapia intensiva dell’ospedale varato da Zingaretti È costato 3,8 milioni ma ad oggi i reparti sono deserti e i locali da finire

«Esecuzioni di interventi strutturali in previsione dell’iper afflusso di pellegrini. Realizzazione di 20 posti letto di terapia intensiva. Durata dei lavori: 60 giorni naturali e consecutivi». Il cartello a lettere bianche e rosse su sfondo nero, con la scritta «Giubileo 2016» in bella evidenza, racconta la sua trionfante versione nel silenzio di un reparto vuoto. La stessa apparecchiata per i fotografi il 3 dicembre scorso, quando il presidente della Regione Zingaretti - in queste stesse stanze ora deserte dove qua e là penzolano fili elettrici - ha inaugurato «il nuovo reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo». Accompagnato dal dg della struttura, soddisfatto di annunciare la fine puntuale di lavori iniziati a settembre, realizzati grazie ai fondi (1 milione e 380 mila euro) piovuti per l’Anno Santo, terminati (sulla carta) il 23 novembre.

Peccato che le foto raccolte da Il Tempo , risalenti a mercoledì 9 dicembre, mostrino una realtà del tutto diversa da quella rappresentata quel giorno in favore di flash. Quella di un reparto fantasma, in un viaggio che comincia all’esterno della «nuova» struttura. Su un ampio terrazzo, dove giacciono ancora imballati i gruppi frigo e U.T.A. per il trattamento dell’aria necessario in un reparto davvero funzionante di terapia intensiva. Ammassati per terra, tra cumuli di materiale non ancora rimosso, ci sono i canali che quell’aria trattata dovrebbero trasportare. La situazione non cambia all’interno: nessuna traccia, al controsoffitto del reparto, delle bocchette dell’aria con i filtri assoluti mentre gli impianti per i gas medicali non sono collegati. Si nota poi, nella documentazione fotografica da noi raccolta, l’assoluta mancanza dell’impianto di rivelazione incendi e il quadro dei gas medicali non collegato, con i tubi visibili nel soffitto che interrompono all’improvviso il loro percorso. In una delle due stanze per il trattamento dei malati immunodepressi e infettivi manca un’intera parete così come l’intero impianto.

Allineati a una parete, spenti perché non allacciati, gli impianti chiamata per gli infermieri. Mancano anche del tutto gli arredi, per i quali il quadro economico dei lavori prevedeva uno stanziamento di 100.000 euro.

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