cerca

Duecentomila arrivi in dodici mesi

Approdati nei Paesi Ue. E i profughi «ufficiali» sono ormai più di seicentomila

Fuggono da guerre e povertà sognando un futuro migliore. Le 625 mila persone che hanno richiesto asilo in Europa hanno rischiato la loro vita attraversando deserti, viaggiando stipati in camion e affrontando il mare in carrette che miracolosamente, e non sempre, riescono a galleggiare. Il punto di arrivo obbligato è quasi sempre l'Italia. Ma per i migranti in cerca di speranza il Belpaese spesso è visto solo come un approdo iniziale per poi raggiungere il Nord Europa. I dati provenienti dall'Eurostat fotografano un fenomeno in costante crescita ma ne riescono a registrarne solo una parte. Molti migranti, infatti, fanno perdere le proprie tracce subito dopo essere sbarcati.

L'Eurostat sottolinea come tra il 2013 e il 2014 il totale dei profughi sia cresciuto di 191mila unità. Scorrendo le tabelle in un'ottica di ospitalità si scopre che l'Italia, nel 2014, era al terzo posto con 64mila e 600 richiedenti asilo. Ovvero vi erano 1,1 profughi ogni 1000 abitanti. La Svezia ne ospitava invece 81.200 e in testa alla classifica, nello stesso periodo, c'era la Germania (202.702). Il Belpaese registrava il maggior incremento di richieste d'asilo con un +143% tra il 2013 e il 2014. Lontano dai grandi numeri c'è ad esempio la Spagna con la sua linea dura: 3.632 sbarchi nel 2010, quasi 5.500 nel 2011, solo 3.800 nel 2012 e ancora meno, 3.237, nel 2013. 7.842 nel 2014. Anni fa erano gli abitanti di Lampedusa ad alzarsi le maniche. Mese dopo mese, la regione Sicilia prima e il governo italiano poi, sono intervenuti per far fronte a questo fenomeno inarrestabile. Anni dopo anche l'Ue si accorge che la vicenda va affrontata in modo globale. I malumori non mancano e le immagini dei centinaia di profughi respinti a Ventimiglia dai francesi e costretti ad accamparsi sugli scogli della Liguria resteranno impresse nella storia. La Francia, come l'Inghilterra, hanno sempre considerato il problema come un affare tutto italiano ma proprio negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una svolta e i ministri dell’Interno dei due Paesi hanno chiesto aiuto all’Unione, chiedeno di «affrontare questo problema alla radice».

L'Inghilterra però non la pensava così solo poche settimane fa quando aveva alzato le mani durante i negoziati europei sulla redistribuzione di 40mila migranti in due anni(poi divenuti 32mila), persone approdate in Italia e Grecia. Il Regno Unito infatti, secondo i Trattati europei, è escluso dall’obbligo di accoglienza. Proprio come l’Irlanda che però aveva deciso di accogliere ugualmente 600 stranieri. Ad ogni modo le 32mila persone sbarcate sulle coste italiane e greche verranno così distribuite: 10.500 in Germania, 6.752 in Francia, 2.047 nei Paesi Bassi. L’Italia invece ospiterà 1.989 persone provenienti dai campi profughi, la Germania 1.600 e la Francia 2.375. Sul ricollocamento invece vi è stata una line più generosa: Regno Unito 2.200, Austria 1.900, Spagna1.449, Paesi Bassi e Danimarca 1.000. Poi ci sono i paesi extraeuropei: Norvegia 3.500,Svizzera 519, Islanda 50 e Liechtenstein 20.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro