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Volevano anche i soldi del terremoto

Denaro della Regione Abruzzo per salvare l’albergo Federico II dell’Aquila Così gli indagati coprivano i debiti grazie ai fondi per le imprese

I finanziamenti della Regione Abruzzo erano destinati all’imprenditoria per la ripresa dopo il terremoto del 2009. Ma la rete di professionisti di Mafia Capitale si attiva affinché i fondi siano dirottati anche all’hotel Federico II dell’Aquila. Per questo la «cricca» arriva a muovere pressioni sull’ex governatore Giovanni Chiodi, oggi consigliere regionale di minoranza. Il particolare è riassunto nelle informative investigative dell’inchiesta che ha svelato l’esistenza di una potente organizzazione criminale che sarebbe stata capeggiata dal boss Massimo Carminati, ex estremista di destra. La vicenda «hotel Federico II» rientra nella parte dedicata al sospetto riciclaggio di denaro sporco. Ma andiamo con ordine. Partendo dal fatto che, stando agli atti, Chiodi non risulta assolutamente coinvolto nella vicenda. Un ruolo rilevante lo giocano il promotore finanziario Filippo De Angelis e il commercialista Paolo Proteo, entrambi in sospetti rapporti con Salvatore Buzzi, braccio imprenditoriale del clan, e Fabrizio Testa, referente con la politica. In particolare, De Angelis discute col direttore della struttura alberghiera, Lorenzo Di Nardo. Secondo gli investigatori del Ros «le conversazioni intercettate tra De Angelis e Di Nardo hanno evidenziato che l’attività di De Angelis non si riduca alla consulenza aziendale o a un rapporto di collaborazione. Risulta invece evidente che la gestione amministrativa sia totalmente a lui affidata, tanto che egli dimostra di utilizzare le proprie finanze per pagare i debiti che la società vanta nei confronti dell’erario». Inoltre, «va evidenziata la preoccupazione di De Angelis e Di Nardo relativamente a fondi pubblici che l’hotel avrebbe dovuto ricevere dalla Regione Abruzzo». Stando a quanto riferisce Di Nardo «ho letto qualcosa sia su Abruzzoweb che anche su altro, che Chiodi ha sollecitato il Ministro per i fondi…però io non ci sono andato a parlare, ma domani mattina ci vado a parlare…però non parlava degli alberghi (riferito ai fondi, ndr)…perché a me mi ha chiamato Franco (soggetto presumibilmente della Regione, ndr) m’ha detto "guarda che stanno pagando gli alberghi, stanno pagando gli alberghi" dice "sono uscite delle notizie". Sono andato a controllare, non parla degli alberghi, dei fondi richiesti per gli alberghi ma per le imprese, io mo adesso ci vado a parlare, spero che stia per arrivare, guarda domani ti faccio sapere». Successivamente, riassumono gli investigatori, «De Angelis chiedeva se quel "messaggio" che gli aveva mandato glielo avesse inviato direttamente a Chiodi e Di Nardo diceva di no e che aveva parlato con il presidente di Federalberghi Giovannelli, che a sua volta aveva ricevuto l’sms di cui parlavano da parte del presidente Chiodi». La supposta, «cricca», dunque, si attiva in tutti i modi per ottenere i contributi pubblici, arrivando a minacciare che «avrebbero rotto i coglioni con la stampa» e riferendosi anche a sponsorizzazioni per una manifestazione fatta a L’Aquila.

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