Ebola, il medico italiano infettato è "stabile"
È ancora presto per capire se le notizie che arrivano dall'istituo Spallanzani di Roma siano positive e negative. Di certo c'è che il medico italiano contagiato dal virus Ebola e arrivato ieri a Roma non è peggiorato. Le sue condizioni, fa sapere il secondo bollettino medico diramato poco fa, sono "stabili" anche se "il paziente è ancora febbrile". La temperatura si aggira attorno ai 38,5° e la pressione è normale. In ogni caso il medico italiano "non presenta nuovi sintomi della malattia e non ha segni emorragici". Insomma, il quadro sembrerebbe incoraggiante, anche perché il paziente "si sente bene nonostante lo stato febbrile. È autonomo, cammina ed è psicologicamente forte". Non solo, "ha iniziato ieri il trattamento sperimentale, che risulta ben tollerato". "Il farmaco - spiega l'infettivologo Emanuele Nicastri - è stato importato con una procedura dedicata ai prodotti non ancora registrati, che consente l'approvviggionamento del farmaco fino al completamento del ciclo terapeutico. Le funzionalità epatica, cardiaca e renale del paziente sono tenute sotto controllo per monitorare gli eventuali effetti collaterali della terapia". Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, ha precisato che "sono stati richiesti 6 farmaci per averne la pronta disponibilità se dovesse servire e la loro somministrazione sarà decisa a seconda delle condizioni del paziente". Nel frattempo è stata istituita una task force di circa 30 persone si sta occupando del medico di Emergency, contagiato dal virus. Infermieri e medici, spiegano i sanitari, "sono dedicati alla cura del paziente e non vengono immessi in altri turni". Ma, aggiungono, "il personale non rappresenta un rischio per la comunità" e quindi nemmeno per gli altri pazienti ricoverati, perché "è sottoposto a tutte le procedure di sicurezza" per la gestione del problema. La scelta di dedicare un gruppo di lavoro al medico di Emergency è stata presa, dice Ippolito, "per ridurre l'impatto psicologico di questo tipo al paziente. Le nostre procedure sono le più rigide possibili".