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Si scontrano due Tornado nei cieli di Ascoli

Trovato il corpo di un pilota. Il «Frontale»  durante un’esercitazione dell’aeronautica militare. I testimoni: "Una palla di fuoco". La maledizione dei caccia tricolore

Un boato. Una fiammata. I monti che prendono fuoco fra i pezzi di lamiera incandescenti di due Tornado precipitati dopo un «frontale» nei cieli. Sono da poco trascorse le 16 quando la quiete agostana dei paesi abbarbicati sulle colline attorno ad Ascoli Piceno è rotta da quell’inferno a bassa quota. Le finestre degli uffici del comune di Venarotta, poco più di 2000 abitanti a una decina di chilometri dal capoluogo, sbattono, poi si spalancano di colpo. Gli impiegati sono increduli. Qualcuno esce per strada, altri si affacciano. Dietro la collina una nube nera si alza minacciosa. La frazione è quella di Poggio Anzu. Ma in pochi sanno cosa sia veramente successo. Sono momenti concitati. Un'esplosione? Cosa ha provocato l'incendio?

Pochi minuti e la notizia comincia a circolare sui social network. Due aerei si sono scontrati in volo. Si tratta di due Tornado dell'Aeronautica militare. C'è chi giura di averli visti volare poco prima sulla costa a bassa quota. Forse troppo bassa. Ma le notizie sono frammentarie. I piloti, almeno tre, raccontano dei testimoni, si sarebbero lanciati con il paracadute subito prima dell'impatto. Altri no, hanno dubbi contrari: nessun paracadute.

Dopo il boato arrivano i suoni delle camionette dei vigili del fuoco e delle ambulanze. Elicotteri antincendio sorvolano la zona. I cittadini cercano di avvicinarsi alla zona del disastro per filmare o fotografare con il cellulare le fiamme che stanno lentamente invadendo la collina. Ma il territorio è impervio e l'impresa non è facile. Ci si muove su strade sterrate incontrando contadini con lo sguardo rivolto verso il cielo e persone che telefonano a casa per raccontare cosa sta accadendo. Le parole richiamano alla memoria le immagini dell'Apocalisse: «una palla di fuoco» che si abbatte sul terreno, una «pioggia di detriti» che cade dal cielo. Alcuni dei pezzi sono precipitati a chilometri di distanza dal luogo dell'incidente. Ci sono 5 focolai da domare, anche per questo l'odore acre del fumo si avverte a distanza.

Di Apocalisse parla apertamente il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli: «Abbiamo assistito a un dramma sconvolgente ma dobbiamo anche riconoscere che le conseguenze potevano essere davvero apocalittiche per il nostro territorio. Una questione di secondi e tutti avremmo rischiato il peggio». Nel giro di qualche ora le fiamme vengono messe sotto controllo. Per fortuna nessun civile è rimasto coinvolto. Solo tanta paura con i centralini dei vigili del fuoco presi d'assalto da migliaia di telefonate. «Per chi è credente - prosegue Castelli - è fuor di dubbio che Sant'Emidio (patrono della città di Ascoli, la cui festa è stata celebrata lo scorso 5 agosto ndr) abbia voluto, ancora una volta, proteggere la nostra città».

È sempre il sindaco il primo a raccontare che a bordo dei due aerei si trovavano quattro militari: due piloti e due navigatori. Erano partiti dalla base di Ghedi in provincia di Brescia, sede del sesto Stormo "Alfredo Fusco", per una "missione di addestramento" in vista di una grande esercitazione militare della Nato che si svolgerà in autunno.

I prossimi giorni serviranno per capire cosa sia effettivamente successo. Ma ora la priorità è la ricerca di questi ragazzi. Tre di loro sarebbero riusciti a lanciarsi prima che gli aerei is schiantassero al suolo. A tarda serata risultano ufficialmente dispersi. Il buio e gli incendi ancora non definitivamente spenti rendono difficili le ricerche. Una speranza si accende intorno alle 20 quando arriva la notizia che un paracadute è stato localizzato a Casamurana non molto lontano dal luogo dove sono precipitati di due Tornado.

A Roma, però, c'è già chi coglie la palla al balzo per scatenare la polemica. «Sia fatta immediata chiarezza sullo scontro tra i due caccia Tornado e sulla presunta esercitazione in corso al momento dell'incidente» tuona il deputato Pd Dario Ginefra. «È assurdo che in un momento in cui ci sono quattro militari dispersi non si perda l'occasione per fare polemica intorno alle Forze Armate - replica il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi -. le richieste del collega Ginefra appaiono veramente strumentali». Nelle orecchie dei cittadini della provincia di Ascoli, dopo il boato, risuona il rumore degli elicotteri impegnati nelle ricerche. Sarebbe bello fosse l'unico rumore senza l'aggiunta di parole, in questo momento, più che mai inutili.

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