Il torrente in piena travolge la festa paesana: 4 morti nel Trevigiano

Un centinaio di persone, una sagra paesana a Refrontolo, piccolo paese in Provincia di Treviso, di fronte al Quartier del Piave e al Montello, tra le colline del Prosecco, già colpito nel 2012 da un'alluvione. I partecipanti alla “Festa degli uomini”, per ripararsi dalla pioggia, erano sotto un tendone. Location della serata era il Molinetto della Croda, a due chilometri a nord dal paese, un luogo solitamente idilliaco, tappa di escursioni e passeggiate, che ieri sera si è tramutato nella scena di un'apocalisse inaspettata. L'antico mulino del XVI secolo, ora casa-museo che accoglie esibizioni di arti figurative tra i meccanismi dell'impianto per la macina, sfrutta le acque del torrente Lierza, principale affluente del Soligo, ai piedi di un salto di 12 metri. E dal Lierza, intorno alle 22.30, è arrivata la bomba. Come una furia, una massa di detriti e di fango ha travolto la sagra. Le piogge hanno gonfiato il torrente, fino a farlo straripare. I morti sono quattro, come confermato dall'assessore alla Protezione civile della Provincia, Mirco Lorenzon. Si tratta di Maurizio Lot, 52 anni, di Farra di Soligo, collaboratore della pro loco di Refrontolo, Luciano Stella, 50 anni, gommista di Pieve di Soligo, Giannino Breda, 67 anni di Falzè di Piave, Fabrizio Bortolin, 48 anni, di Santa Lucia di Piave. Le ricerche delle vittime sono andate avanti tutta la notte, grazie agli uomini del Soccorso alpino, dei Vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, nonché ai numerosi volontari. L'acqua del Lierza è arrivata all'improvviso, è salita a un metro e mezzo dal livello della strada, e ha travolto tutto: tavoli, sedie, automobili e uomini. Una furia, che li ha scaraventati nel corso d'acqua, mentre in tanti cercavano di resistere, aggrappati ai rami degli alberi o a altri appigli. La passerella e il ponte soprastanti il mulino hanno fatto da tappo con il materiale accumulato, e così il torrente si è gonfiato in quel punto fino a quando la forza dell'acqua non ha fatto esplodere la bomba, che si è scaraventatai sui presenti. Si contano circa 20 feriti, di cui sei molto gravi, ora ricoverati. Due di loro sono in rianimazione. Nelle zone limitrofe, il maltempo ha causato almeno sette frane, con strade bloccate e case e ristoranti rimasti isolati.   Le foto del fiume in piena e i soccorsi nella notte   Questa mattina, non appena il tempo si è rasserenato dopo un'altra scarica di acqua arrivata alle 6, le squadre del Soccorso alpino sono scese nuovamente lungo le sponde per scongiurare la presenza di altre persone, sebbene non risultassero ulteriori assenze. Le ricerche sono andate avanti fino all'alba. Impegnati 40 vigili del fuoco con il nucleo sommozzatori di Vicenza, squadre Saf (speleo, alpino, fluviali) e cinofili provenienti dai comandi limitrofi. Il difficoltoso lavoro di verifica delle tante carcasse d’auto trascinate dall’acqua è terminato: è stata esclusa la presenza di persone all’interno.   Zaia: "Decretato lo stato d'emergenza". Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha effettuato un sopralluogo a Refrontolo questa mattina alle 6. "Ho già decretato lo stato di emergenza, chiederemo al governo di fare la sua parte per questa tragedia. È stata una bomba d'acqua senza precedenti, che ha provocato un disastro, un piccolo Vajont" ha detto Zaia, "la concausa evidente è che si è creata un'ostruzione del torrente che ha dato vita a una diga naturale, probabilmente creata dai rami e da tutto quello che scende nei torrenti durante i temporali, tra cui balle di fieno giganti. Quando la diga si è rotta ha liberato 4-5 metri di acqua di altezza. C'è stata una devastazione di mezzi fino a 700-800 metri dal fiume".   Il messaggio di Napolitano. Il presidente della Repubblica, avuta notizia del tragico bilancio dell'esondazione he espresso la propria solidarietà alla comunità locale e la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e l'augurio di pronta guarigione ai feriti. Lo ha comunicato una nota del Quirinale: "Il capo dello Stato manifesta vivo apprezzamento a quanti si sono impegnati nelle difficili operazioni di soccorso".   Rischio di altre esondazioni. Quello che è successo a Refrontolo potrebbe essere solo il primo campanello d'allarme di una serie di altri episodi che potrebbero vedere protagonisti altri torrenti nell'area del Trevigiano. E non si esclude il pericoloso di altre frane. Il temporale si è abbattuto su una zona che nell'ultimo mese è stata tra le più piovose d'Italia, con 22 giorni di temporali su 30 nel mese di luglio. La Procura apre un fascicolo. Il "tappo" di balle di fieno. La Procura di Treviso, intanto, ha aperto un fascicolo per individuare eventuali responsabilità per l'esondazione di ieri sera. La forestale sta svolgendo indagini con l'ausilio di un elicottero per verificare la dinamica e le cause degli accadimenti e monitorare il territorio. Molto probabilmente, l'onda di fango e detriti che si è abbattuta sulla festa paesana è stata causata dall'ostruzione del Lierza per un cumulo di rotoballe di fieno scivolate nel torrente.     Il video girato da Michele Ceschin con i momenti drammatici in cui l'acqua e entrata nel tendone