Impresa Concordia Via alla rotazione
È scattato il conto alla rovescia per l’impresa mai tentata prima: riportare la Costa Concordia, naufragata davanti all’Isola del Giglio il 13 gennaio del 2012, in posizione verticale. Quella notte a bordo della nave da crociera morirono 32 persone. Si tratta della più grande opera di recupero navale nella storia per le dimensioni del relitto e per il luogo in cui si trova. Fra quattro giorni, precisamente all’alba di lunedì, condizioni meteo-marine permettendo, verrà dato il via al progetto «parbuckling» . Il relitto è adagiato su due speroni di roccia davanti al porto dell’Isola: la nave, lunga 300 metri e con una stazza lorda di 114mila tonnellate, dovrà ruotare di 65 gradi e raggiungere la posizione verticale grazie a una forza di circa 23.800 tonnellate. Si stima che serviranno circa 10-12 ore per concludere il ribaltamento, che una volta iniziato non potrà essere interrotto. In 14 mesi sono stati progettati, fabbricati e realizzati 30mila tonnellate di acciaio. Bisognerà creare infatti un materasso di malta cementizia perché la nave si possa appoggiare nel momento del tiraggio. Remota l’ipotesi che il relitto possa spezzarsi durante l’operazione. Nel dettaglio sono tre le fasi in cui sarà suddiviso il processo. Si partirà con la delicata operazione di disincaglio della nave, al via quando si comincerà a tirare il relitto, in modo lento e con l’applicazione graduale dei carichi, trattenendo dalla parte a terra con 22 martinetti idraulici fissati a 11 torri ancorate al fondo marino. Si passerà poi alla fase di rotazione vera e propria, indotta dal tiro dei cavi, grazie a un secondo sistema di 36 martinetti a recupero di fune, posizionati sugli 11 cassoni, alti dai 22 ai 33 metri) installati sul lato scoperto della nave. La tensione generata, una volta che la nave avrà ruotato di circa 20 gradi, andrà a diminuire fino a quando le valvole dei cassoni raggiungeranno il livello del mare, permettendo all’acqua di entrare. Quindi la terza e ultima parte della manovra. Con l’aiuto del peso dell’acqua presente nei cassoni, la Concordia completerà la rotazione, tornerà dritta e sarà spinta verso il basso fino a far poggiare la chiglia su sei piattaforme subacquee di acciaio che creano il falso fondale, a circa 30 metri di profondità. A questo punto saranno installati altri 4 cassoni sul lato emerso, per un totale di 15. Durante tutte le operazioni non ci sarà personale sulla nave. I lavori saranno guidati a distanza da una «control room», posizionata su una chiatta vicino alla prua della Concordia. A capo del team impegnato nel «parbuckling» c’è il comandante Nick Sloane della Titan Micoperi, il consorzio italo-statunitense nato appositamente per realizzare quest’impresa. La nave sarà quindi assicurata e resterà in questa posizione fino alla primavera del 2014. Il costo totale delle operazioni parte da 600 milioni di euro e il capo della Protezione Civile, Gabrielli ha sottolineato che «l'intervento sarà a carico della Costa e delle assicurazioni, per il contribuente italiano l’operazione quindi è a costo zero». Poi sulla destinazione finale ha fatto sapere che «il relitto sarà smaltito a Piombino se il porto sarà in grado di ricevere la nave, altrimenti insieme a Costa valuteremo mete alternative». La priorità della Protezione Civile, fin dal giorno del disastro, è stata data all’ambiente e al mare intorno all’Isola del Giglio. «Un lavoro che durerà - spiega Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio per il monitoraggio della rimozione della nave - anche dopo che il relitto sarà portato via, con il ripristino dei fondali e il controllo costante per i cinque anni successivi al termine delle operazioni. Abbiamo adottato tutte le condizioni migliori fin dall’inizio delle operazioni di rimozioni partite nell’aprile 2012 - conclude - E, ad oggi, non ci sono stati elementi di criticità segnalati nello stato di salute dell'aria e dell’acqua».