vittoria da urlo

Impresa Lazio a Napoli: Sarri ingabbia Osimhen e Kvaratskhelia. Spalletti si arrende

Luigi Salomone

Lazio da urlo. Passa al Maradona, Sarri dà una lezione al suo vecchio Napoli e conquista tre punti pesanti per lotta Champions. Finisce 0-1 con gol del migliore in campo, Vecino, schierato a sorpresa dal tecnico biancoceleste per bloccare le fonti di gioco della capolista. Mossa decisiva, ma è tutta la squadra che gioca una partita perfetta contro una squadra che aveva vinto fino a ieri sera 21 partite su 24. Coraggio, intensità e una prova impeccabile della difesa che rischia pochissimo davanti al migliore attacco del campionato (quattordicesima partita senza subire gol, cinque consecutiva compresa la coppa nell’ultimo periodo). Per la lotta scudetto cambia poco, il Napoli ha un vantaggio troppo grande per rischiare ricadute per questa sconfitta inattesa. Per la Lazio cambia tantissimo, nell’autostima del gruppo e nella classifica che recita un secondo posto virtuale che comunque dà morale. Spalletti non vuole fare sconti, dentro tutti i titolari con Kvaratskhelia e Osimhen in attacco, oltre al solito Lobotka in cabina di regia. Sarri, a sorpresa, sceglie Vecino in mezzo al campo tra Sergej e Luis Alberto, lasciando in panchina Cataldi. Per il resto è la Lazio migliore possibile con Patric al posto dello squalificato Casale oltre al rientro di Romagnoli, tridente Felipe-Immobile-Zaccagni.

Passano cinque minuti e la Lazio sfiora il vantaggio: punizione di Luis Alberto, spizzata di testa di Vecino con salvataggio decisivo di Di Lorenzo. I biancocelesti giocano in trenta metri, cercano di non lasciare troppo il gioco in mano al Napoli. Zielinski ci prova dalla distanza, Anguissa lo imita poco dopo ma Provedel non deve compiere parate in un primo tempo equilibrato nonostante la spinta dei cinquantamila del «Maradona» (600 i tifosi arrivati da Roma). Nella ripresa la Lazio regge i primi assalti del Napoli, non si scompone, aspetta il momento giusto per colpire. Entra Pedro al quarto d’ora (fuori Felipe Anderson), Spalletti risponde con Elmas e Politano ma solo Zielinski può far saltare il piano tattico di Sarri. Al 66’ la svolta: azione insistita di Luis Alberto e Zaccagni, palla in mezzo, Kvaratskhelia sbaglia l’intervento e Vecino, proprio lui, colpisce con un destro chirurgico da fuori area.

  

Lazio in vantaggio che soffre solo in un’occasione con la traversa di Osimhen in mischia e la successiva parata di Provedel su Kim. Il resto sono attacchi sterili nonostante l’ingresso di Simeone e Porte inviolate Mantenute dalla Lazio in questo campionato nelle venticinque gare giocate dai biancocelesti Ndombelé. Sarri si affida nel finale anche a Cancellieri e Cataldi (escono Luis Alberto, stremato ma bravo e Zaccagni). La traversa di Sergej certifica una vittoria storica e meritata a Napoli dopo otto anni. Difesa perfetta, Romagnoli e Patric insuperabili con Marusic (ammonito, salterà il Bologna) attento sul georgiano. Anche Hysaj non ha sbagliato nulla, bene Immobile nel chiudere le linea di passaggio su Lobotka e guadagnare punizioni. Sacrificio e coraggio: che Lazio, bella e possibile.