SERIE A

Lazio sparita e il posto in Champions non è più sicuro

Svuotata. Spompata. Sfortunata. Avvilita. Ecco la Lazio post-pandemia che ora deve guardarsi le spalle dopo la terza sconfitta consecutiva. Un disastro annunciato dagli scricchiolii contro la Fiorentina, poi la speranza nella gara contro il Torino dove si erano visti timidi segnali di risveglio prima del tracollo: Milan, Lecce e ieri il Sassuolo hanno passeggiato sulle rovine di una squadra che non c’è più. Tutto quello che riusciva fino al 29 febbraio, ora diventa una montagna da scalare. E così, Immobile sbaglia i gol di piatto dal dischetto del rigore, Luis Alberto fallisce appoggi elementari, Milinkovic perde i duelli aerei, Acerbi arranca con qualsiasi avversario, Caicedo è troppo lento per graffiare. Sembra che l’assenza del pubblico abbia tolto ai giocatori la spinta emotiva che era stata decisiva. 

Certo, all’Olimpico si è giocata una partita surreale, a 34 gradi con i giocatori che boccheggiavano, ha prevalso il Sassuolo con merito, più brillante e meglio preparato in questo momento tanto che De Zerbi ha potuto cambiare ben nove giocatori rispetto alla vittoria di Bologna.  La Lazio? Tutti incerottati oppure rotti in tribuna senza poter dare il loro contributo (Marusic, Lulic e Correa). Inzaghi senza cambi, senza risorse per rianimare la sua creatura in crisi di gioco e di identità. Altro che sogno scudetto, meglio pensare a tenere il vantaggio sulle quinte perché è complicato pensare che la Lazio possa vincere contro qualsiasi avversario in questo momento. E dire che col Sassuolo aveva girato tutto bene nel primo tempo: gol annullato al giovane Raspadori in avvio, rete di Luis Alberto al 33’ su un rimpallo fortunoso.

  

In mezzo tanto Sassuolo e squadra in sofferenza su tutti i palloni, brava comunque a chiudere in vantaggio la prima frazione. In avvio di ripresa entra Jony poi la distrazione fatale di Luis Alberto che perde un sanguinoso pallone: Raspadori infila la porta vuota sull’assist di Caputo appena entrato.

Inzaghi inserisce Cataldi al posto di Caicedo per rinforzare il centrocampo, entrano Leiva e poi Adekanye e Vavro ma solo Immobile fa venire i brividi a Consigli. Nel recupero, per uno strano scherzo del destino, si invertono le parti rispetto all’andata e Caputo beffa una Lazio ai minimi termini. Nello spogliatoio tutti conro tutti, volano parole grosse anche se la società smentisce fratture all’interno di un gruppo che era il fiore all’occhiello della società fino alla pandemia.

All’orizzonte le trasferte di Udine e Torino contro la Juve dove non si andrà per giocarsi lo scudetto ma per blindare una Champions ancora tutta da conquistare.