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Francesca Michielin: "Sui social la nuova caccia alle streghe"

Streghe, elfi, magia bianca, magia nera e incantesimi contro le crisi del mondo contemporaneo. Francesca Michielin parla delle canzoni del suo nuovo album «Magia bianca» a cui hanno partecipato, tra gli altri, Patrizia Laquidara e Caparezza. Influenza dei synth anni ’80 e ricerca di esoterismo e misticismo come chiavi di lettura della realtà.
Francesca Michielin, «Magia bianca» è un concept album. Qual è il fil rouge che lega le canzoni?
«Voglio celebrare la femminilità alternativa, non accomodante e conformata. Non la donna angelicata di Dante ma quella perturbante che stride. Perché di fatto è una strega, figura oppositrice alla donna che dev’essere sempre perfetta e al suo posto. Opposta non solo all’uomo che controlla ma perfino alla donna che sceglie di farsi controllare. C’è un’opposizione sociale: come dire adesso il comando lo prendo io».
Il brano di apertura dell’album si intitola «1484». Qual è il significato?
«Si riferisce all’anno in cui la bolla di Papa Innocenzo VIII diede il via alla caccia alle streghe. In questo momento sono in corso numerose cacce alle streghe. Persino stare sui social contribuisce a creare roghi digitali in cui mettere a morire qualcuno e la sua reputazione per sempre. Sulle donne che sbagliano o fanno cose leggermente fuori dai binari questa cosa ha un peso anche maggiore. Nel momento storico che viviamo, almeno lasciatemi la fantasia e la magia che non è più concessa nella musica e nella vita di tutti i giorni».
Oltre ai social quali sono le altre cacce alle streghe a cui assistiamo?
«C’è una caccia al corpo perfetto che coinvolge sia uomini che donne. È una vera e propria ossessione a giudicare il corpo degli altri e persino gli artisti diventano, spesso, il loro stesso corpo. Dagli anni ’90 in poi abbiamo respirato aria tossica con il culto estremo della magrezza. Senza dimenticare l’ossessione per la tecnica. Ma un artista non può essere solo tecnica: è soprattutto musicalità».
Come verranno suonate dal vivo le nuove canzoni?
«Sul palco hanno bisogno di formazioni diverse. In alcuni live ci sarà un trio con cui ho rivisitato i miei brani in chiave elettro-acustica. Poi ci sarà la formazione full band rock con solo donne sul palco. Il tour teatrale, invece, sarà ispirato al concetto di musical con una scelta di costumi ad hoc. Ma in tutti i concerti ci sarà un collegamento forte a esoterismo e misticismo: le location sono state scelte accuratamente e avranno tutte una grande energia».
Pensa ci sia una pozione magica per vincere le sfide che abbiamo di fronte?
«Anch’io mi sono chiesta quale possa essere il ruolo dell’artista oggi. Forse dovremmo recuperare il contatto con tutto ciò che è sacro, non razionale e magico. Certamente la fuga non è la soluzione. Dobbiamo creare spazi di dibattito con confronti sani, cercando di portare temi sul piatto. Sta sempre all’umano fare la differenza».