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Colpaccio De Martino, reunion Maneskin sul palco di Sanremo 2027
È bastata una soffiata di Fiorello durante la sua «Pennicanza» per riaccendere il fuoco dei fan. I Måneskin torneranno insieme sul palco di Sanremo 2027 sotto l’egida di Stefano De Martino. Sicuramente c’è lo zampino di Fabrizio Ferraguzzo, storico manager della band romana e collaboratore del futuro dominus del Festival. Dopo una pausa di riflessione e progetti solisti con fortune alterne, Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio hanno deciso di riabbracciare il loro progetto originario per incendiare di nuovo la scena rock. Dopo mesi di voci sussurrate tra backstage, interviste evasive e fan detective sui social, la favola rock più improbabile d’Italia è pronta a scrivere un nuovo capitolo. Sarà il ritorno perfetto proprio là dove la band ha smesso di essere solo «quella di X Factor» per diventare star globali. Tutto parte da Roma. Non la Roma monumentale delle cartoline, ma quella rumorosa e stropicciata di via del Corso, dove quattro adolescenti si esibivano per strada tra turisti distratti e passanti che lasciavano qualche moneta più per curiosità che per convinzione. Poi arrivò X Factor. Secondi classificati, tecnicamente. Ma con certe band i piazzamenti diventano dettagli. I Måneskin uscirono dal programma con la fame di chi sa di avere ancora tutto da dimostrare. E soprattutto con un’intuizione geniale: riportare il rock nelle classifiche pop senza chiedere il permesso. Quando nel 2021 salirono sul palco del Festival di Sanremo con «Zitti e buoni», sembravano arrivare da un altro pianeta. In un mare di ballad e tormentoni educati, all’Ariston portarono chitarre distorte, rabbia e look da perpetuo afterparty. Vinsero. E da lì successe qualcosa che raramente capita nella musica italiana: il mondo si accorse di loro. Il successivo Eurovision Song Contest fu il trampolino definitivo. Da Roma a Rotterdam, dai club italiani ai palchi americani, il salto sembrò immediato. Ma dietro c’erano anni di piccoli concerti, furgoni, panini mangiati alle 3 di notte e chilometri macinati senza sapere se davvero sarebbe servito a qualcosa.
Poi arrivarono i duetti con i Rolling Stones, l’amicizia con Iggy Pop, le ospitate nei talk show americani dove Damiano parlava con l’atteggiamento di chi sembra nato a Los Angeles invece che a Monteverde. Nel frattempo Victoria diventava anche un’icona fashion internazionale, Ethan un batterista-filosofo e Thomas l’eroe schivo capace di tirare fuori riff di chitarra senza perdere mai l’aria da timido. Come ogni grande rock band, però, a un certo punto è arrivata la pausa di riflessione. Non un drammatico scioglimento con sedie che volano e comunicati velenosi ma una specie di «arrivederci, fateci respirare». Damiano si è lanciato nella carriera solista mostrando un lato più pop e internazionale, Victoria ha trasformato i suoi deejay set in eventi di culto tra Ibiza, Berlino e Roma mentre Ethan e Thomas si sono mossi in territori più sperimentali e meno mediaticamente rumorosi. Ma il meglio dei Måneskin è sempre stato questo: funzionano come quattro personalità diversissime che, messe insieme, raggiungono un nuovo equilibrio moltiplicando il talento. Separati erano interessanti. Insieme diventano una macchina da palco incontrollabile. Per questo l’idea di rivederli a Sanremo nel 2027 ha il sapore del grande cinema rock. Il ritorno degli ex ragazzi di strada che, dopo aver conquistato il pianeta, tornano dove tutto è cambiato. E, forse, sarà anche un messaggio implicito a una scena musicale che, nel frattempo, ha disperatamente bisogno di vere star. Perché la storia di Damiano, Victoria, Ethan e Thomas non è solo una parabola musicale: è una commedia rock piena di colpi di scena, eyeliner sbavati e stivali di pelle. Perché i Måneskin, nel bene e nel male, hanno riportato nel mainstream una cosa che sembrava sparita: il senso del pericolo. Con loro non si sa mai se si assisterà a un concerto, a una sfilata glam o a un piccolo incidente diplomatico in diretta mondiale. Ed è esattamente il motivo per cui il pubblico continua ad amarli.