IL CASO
Mamma e figlia avvelenate con la ricina, l’indiscrezione: “Elementi certi su duplice omicidio premeditato”
Proposta titolo: Mamma e figlia avvelenate con la ricina, l’indiscrezione: “Elementi certi su duplice omicidio premeditato”
Emergono novità importanti dall’inchiesta sulla morte di Antonella di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina. Sarebbero infatti stati individuati “elementi certi” che rafforzerebbero l’ipotesi del duplice omicidio premeditato dal mezzo venefico. Ad annunciarlo è il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi durante la puntata odierna di Dentro la Notizia, precisando che si tratta di “un’indiscrezione proveniente da fonti investigative o addirittura giudiziaria" della procura di Larino, che coordina le indagini. L’ipotesi più probabile è che siano state riscontrate alcune “anomalie” nelle analisi, affidate agli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, sui 71 alimenti sequestrati nell’abitazione delle vittime a Pietracatella.
Le nuove audizioni
Intanto, ieri mattina, è tornato in Questura a Campobasso l’infermiere che somministrò la flebo a Sara, 15 anni, prima che la ragazza si recasse al pronto soccorso con la madre. L’uomo, amico di Gianni Di Vita, era già stato sentito in precedenza come persona informata sui fatti. “Sabato mattina ero stato chiamato da Alice perché la sorella stava molto male. Gianni voleva che le facessi una flebo. - aveva dichiarato nel corso della prima audizione - Quando ho visto la ragazza, mi sono reso conto che qualcosa non andava. Era seduta sul letto, molto pallida, aveva gli occhi chiusi e mi sembrava in stato confusionale, diceva frasi senza senso”. Fu proprio l’infermiere ad accompagnare le due donne in ospedale, sollecitando l’intervento tempestivo dei sanitari.
Il papà di Antonella: “Non mi fido di Gianni”
In attesa di eventuali risvolti investigativi, i familiari delle vittime continuano a chiedere verità e giustizia. Salvatore Di Ielsi, papà di Antonella, si dice “fiducioso” del lavoro svolto finora dagli inquirenti, confidando in una risoluzione del caso. Tuttavia, preferisce non sbilanciarsi sull’eventuale coinvolgimento di familiari o conoscenti. Rispondendo alle domande di Vincenzo Rubano, l’inviato a Pietracatella di Dentro la Notizia, l’uomo non nasconde qualche perplessità nei confronti del genero, Gianni Di Vita: “Lui dice che è a posto, che è ‘pulito’. Se mi fido? Sinceramente ancora no”. E infine, conclude: “Non capisco se lui è partecipante o no”.