El Niño: cosa accadrà in Italia nei prossimi mesi. “Autunno e inverno complessivamente mite”
El Niño potrebbe raggiungere un’intensità “molto forte” tra l’autunno e l’inverno, con anomalie più significative nel trimestre ottobre-dicembre. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Climate Prediction Center della NOAA, pubblicato il 10 settembre. Secondo gli scienziati statunitensi, si tratta di un evento “storico”, poiché mai prima d’ora le temperature delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico tropicale avevano raggiunto valori superiori ai 3 °C rispetto alla media stagionale. “Stiamo entrando in un territorio inesplorato, avremo più certezze a partire da novembre”, spiega a Repubblica Giulio Betti, meteorologo e climatologo del CNR e del Consorzio LaMMA, invitando tuttavia a interpretare le proiezioni con cautela. Sulla base delle informazioni disponibili, l’esperto ritiene che l’inverno potrebbe essere “complessivamente mite”, soprattutto sull’Europa centrale. Non sono però escluse “possibili ondate di freddo nell’ultima parte della stagione, limitate più che altro al comparto scandinavo e forse baltico”.
Cosa potrebbe accadere in Italia
Gli effetti di El Niño potrebbero riflettersi anche sull’andamento delle temperature in Italia. Al momento, lo scenario considerato più probabile indica un autunno caldo e un inverno complessivamente più mite rispetto alla media. Secondo le proiezioni di Arpa Piemonte, elaborate sulla base dei nuovi modelli Copernicus, nella seconda metà di settembre e durante il mese di ottobre le temperature potrebbero mantenersi al di sopra della media stagionale. Queste proiezioni, tuttavia, non permettono di stabilire con certezza come sarà l’intero autunno. “Non è possibile effettuare una previsione affidabile di autunno piovoso, né dire che avremo tre mesi continuamente caldi”, spiega Francesco Meneguzzo, commissario del Consorzio LaMMA-CNR. La situazione italiana, infatti, è particolarmente complessa da prevedere. Come aveva spiegato in precedenza il meteorologo Giulio Betti, tra i Paesi europei l’Italia è uno dei più difficili da inquadrare, perché “Il Mediterraneo si trova a una latitudine intermedia tra quella subtropicale nordafricana e quella temperata di Nord e Centro Europa”. Questa posizione rende il nostro Paese particolarmente esposto a influenze atmosferiche differenti: da una parte le masse d’aria più miti provenienti dal Mediterraneo e dal Nord Africa, dall’altra le irruzioni fredde provenienti dall’Europa settentrionale e orientale.
Il grande gelo e il rischio di blackout energetico
Tuttavia, anche in presenza di un inverno mite, non si possono escludere periodi caratterizzati da temperature molto basse. Secondo le ultime proiezioni meteo dell’ECMWF, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche, la stagione fredda potrebbe essere contrassegnata da scenari particolarmente estremi. Non si può escludere, infatti, che un’importante irruzione di aria fredda possa interessare il Nord Europa, determinando un crollo significativo delle temperature. Le anomalie della pressione atmosferica registrate in questi mesi potrebbero favorire la formazione di blocchi anticiclonici, capaci di deviare la normale circolazione atmosferica e favorire lo spostamento di masse d’aria fredda, per lo più di origine polare o siberica, verso l’Europa continentale. Queste condizioni potrebbero favorire nevicate persistenti, mettendo a dura prova le infrastrutture e i servizi pubblici, con anche il rischio di blackout energetici.