simboli inquietanti

Islamisti voi, non islamofobi noi. Ci mancava solo la conferenza con Pd e Avs

Dario Martini

Ci mancava la conferenza sull’islamofobia. Viene pubblicizzato come un «summit nazionale», a cui parteciperanno volti di spicco della comunità islamica italiana, e avvocati esperti nella difesa di personaggi accusati in passato di radicalismo religioso. Ovviamente, il tutto con il supporto del Partito democratico e di Avs, che non si sono lasciati sfuggire l’occasione di metterci il cappello.

Il summit nazionale sul «Costo dell’islamofobia in Italia» si svolgerà il 19 e 20 settembre a Roma, presso la Sala del Cantico del Seraphicum, il complesso gestito dai frati francescani sulla Laurentina. L’evento è organizzato dalla Comunità islamica di Roma e dall’associazione musulmana Promus.

La locandina è emblematica. Si vedono i due simboli della Capitale: Colosseo e Cupola di San Pietro. Accanto c’è una mano con il dito indice puntato in alto e il pollice sollevato, che sembra richiamare la forma di una pistola, da cui spunta quella che pare una lama, forse un coltello stilizzato. Non è azzardato sostenere che queste immagini non siano state scelte a caso. La mano con l’indice alzato può richiamare il «taw?id», il principio islamico dell’unicità di Dio, e la «shahada», la professione di fede islamica. È il cosiddetto «dito della testimonianza», usato anche durante la preghiera. Dello stesso gesto si è appropriata anche la propaganda jihadista, ma non è di per sé un simbolo estremista. Però la locandina è graficamente, forse volutamente, ambigua. L’accostamento tra indice del taw?id, forma simile a una lama e cupola di San Pietro può produrre anche una lettura opposta: l’Islam che si innalza o avanza sulla Roma cristiana. Anche se si tratta di immagini differenti, presenta analogie grafiche che possono ricordare la bandiera di Hezbollah.

 

Interessante anche il parterre degli oratori. Vi figurano due legali, Luca Bauccio e Fabio Anselmo. Il primo, avvocato penalista milanese, è noto per aver difeso negli anni associazioni e cittadini musulmani in controversie riguardanti temi religiosi e contenziosi sulle moschee. Da sempre vicino all’Ucoii, ha rappresentato la moglie di Abu Omar come legale di parte civile e ha difeso Sulaiman Hijazi, attivista palestinese legato a Mohammad Hannoun, quest’ultimo indagato dalla procura di Genova perché accusato di essere a capo di una rete di sostegno di Hamas in Italia. Anselmo, invece, oltre ad essere marito della deputata di Avs Ilaria Cucchi, è l’attuale avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, il marocchino morto il 19 luglio scorso durante un arresto a Bologna. Proprio Anselmo, due giorni fa ha detto: «Per la propaganda di Stato Fakir doveva morire, non posso dire di avere fiducia nelle indagini della polizia».

 

Al convegno sull’islamofobia ci sarà anche Nibras Breigheche, fervente sostenitrice del diritto delle donne musulmane di portare il velo. Islamologa, arabista, docente di lingua e cultura araba è una studiosa dell’Islam che nel 2016 finì al centro di polemiche per l’invito in Italia del predicatore kuwaitiano Tareq al-Suwaidan, al quale il ministro dell’Interno Angelino Alfano negò l’ingresso in Italia per le sue controverse posizioni, anche di carattere antisemita.

L’invito era stato promosso dall’Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose, di cui Nibras Breigheche ricopriva un ruolo di primo piano. L’associazione avrebbe fatto parte di un ambiente legato ad organizzazioni considerate vicine alla Fratellanza Musulmana.

Tra gli oratori figura anche Sabrine Hammadi, esponente della Comunità islamica di Roma. Si è parlato di lei quando un mese fa ha difeso pubblicamente il progetto di una piscina per sole donne musulmane (solo alcuni giorni alla settimana) in un impianto sportivo a Tor Tre Teste.

Infine, le onorevoli. Sarà presente l’attivista ProPal ed ex "marinaia" della Flotilla, nonché europarlamentare di Avs, Benedetta Scuderi. Accanto a lei anche la deputata del Pd Ouidad Bakkali, originaria del Marocco cresciuta a Ravenna, tra i principali contestatori del ddl per il contrasto all’antisemitismo. Proprio pochi giorni fa alcuni parlamentari di centrosinistra hanno manifestato di fronte a Montecitorio contro questo provvedimento. Accanto a loro sventolavano bandiere di Hamas ed Hezbollah.