ACCUSATO
Morti in ambulanza, la relazione sul conducente: "Mosso da spinta ossessiva"
All'origine della condotta attribuita a Luca Spada, ex autista di ambulanze detenuto con l'accusa di aver provocato la morte di sei pazienti durante il trasporto in ospedale, ci sarebbe una "spinta motivazione interna, ossessiva e incontrollabile". A tracciare il profilo dell'indagato sarebbe una relazione della sezione di psicologia investigativa del Racis dei Carabinieri di Roma, incaricata dalla procura di Forlì di esaminare la personalità dell'uomo.
Secondo gli specialisti, Spada avrebbe individuato le proprie vittime, anziani e persone malate, seguendo modalità riconducibili a una dinamica "predatoria e seriale". Dall'esame degli elementi raccolti emergerebbe, infatti, una ripetizione di comportamenti con caratteristiche comuni e una modalità d'azione reiterata nel tempo: gli investigatori hanno individuato una sorta di schema operativo, riproposto secondo modalità analoghe e coerenti, fino a delineare una possibile "coazione a ripetere".
Le valutazioni contenute nella relazione sono state richiamate dal pubblico ministero Andrea Marchini e dal Gip nel provvedimento con cui, durante l'estate, è stata respinta la richiesta della difesa di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. I legali avevano sostenuto che il licenziamento di Spada dalla Croce Rossa, avvenuto a maggio, avrebbe eliminato il rischio di ulteriori episodi. Per la Procura, invece, il pericolo di reiterazione sarebbe tuttora elevato.
Durante le indagini sono poi emersi altri comportamenti riconducibili al 28enne. Quattro selfie scattati con alcune bare alle spalle, immagini di carri funebri e scene legate alla riesumazione dei cadaveri accompagnate da battute e commenti ironici: sono alcuni dei contenuti da lui condivisi in una chat di gruppo tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025 e ora acquisiti nell'inchiesta.
Spada è detenuto dall'11 aprile. Il prossimo 15 ottobre è fissata l'udienza del processo relativa all'unico decesso per il quale, al momento, l'uomo è formalmente imputato: la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, avvenuta il 25 novembre 2025.