STRAGE ANNUNCIATA

Crans-Montana, il comune sapeva del pericolo incendio. La rivelazione in una mail

Che la schiuma fonoassorbente del locale Constellation fosse infiammabile era già noto al comune di Crans Montana. A rivelarlo sarebbe una mail, finora rimasta fuori dagli atti dell'inchiesta, inviata dalla responsabile edilizia 2017-2024, Rose Marie Clavien, che la scorsa settimana è stata infatti convocata a Sion come persona informata sui fatti. La donna, che nell'interrogatorio di venerdì 28 agosto si è avvalsa della facoltà di non rispondere su questo punto, è la diciassettesima indagata nell'inchiesta sull'incendio che ha provocato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115.

Il fatto non era ignoto nemmeno ai proprietari del locale. In un messaggio datato 13 dicembre 2019, infatti, la titolare Jessica Moretti si raccomandò esplicitamente con una dipendente di fare attenzione alle fontane pirotecniche a causa del rischio combustione con la schiuma. Una frase che, Moretti sostiene, sia stata pronunciata con ironia e quindi da interpretare in senso figurato.

Le nuove carte, secondo il quotidiano zurighese, allargano inoltre i dubbi all'intero edificio che ospitava il locale. Lo Chalet Constellation, costruito nel 1968, comprendeva il bar al piano terra, undici appartamenti e diversi spazi commerciali. Un controllo effettuato nel 2020 avrebbe riscontrato carenze negli impianti di combustione della maggior parte degli appartamenti. Oltre, questo, a dubbi sull'intero sistema dei controlli antincendio del Vallese, non solo al Constellation dei Moretti.