a ore 11
Garlasco, le indagini su Sempio e i dubbi di Nuzzi sulla revisione di Stasi: “Vediamo le cose concrete”
Manca un mese esatto alla scadenza fissata per la chiusura delle indagini preliminari sulla nuova inchiesta per il delitto di Garlasco, che vede indagato Andrea Sempio per omicidio pluriaggravato. Per rafforzare l’impianto accusatorio e valutare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del 39enne, nei mesi scorsi la Procura di Pavia ha disposto quattro ulteriori consulenze a quelle già acquisite agli atti del fascicolo d’inchiesta. Tra queste figurano quella psichiatrica, affidata al professor Roberto Catanesi, che ha esaminato gli scritti e i soliloqui di Sempio, e quella dattiloscopica sull’ormai nota impronta di “scarpa a pallini”, di cui si sono occupati i dattiloscopisti Iuliano e Caprioli. Sul fronte degli accertamenti medico-scientifici, sono state inoltre disposte le consulenze dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo e del genetista Carlo Previderè sul Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi. Uno dei profili sarebbe compatibile, secondo quanto emerso dalla relazione firmata dalla genetista Denise Albani, con la linea paterna di Sempio.
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A commentare i possibili sviluppi dell’inchiesta è stato Gianluigi Nuzzi, ospite di Ore 11, il programma condotto su Rete 4 da Milo Infante. Il conduttore di Quarto Grado ha parlato dell’eventualità di un rinvio a giudizio per Sempio: “Finalmente si farà chiarezza se avremo elementi certi su due binari, uno riguarda la situazione di Sempio, che immagino sarà rinviato a giudizio. Lui sarà sottoposto, immagino, al vaglio di un giudice con la nuova legge, che impone un orientamento, non un esito aperto del processo, ma una raccolta di elementi tali da portare probabilmente a una condanna, possiamo sintetizzare in questo modo”.
L’ipotesi di revisione per Alberto Stasi
Parallelamente alla nuova inchiesta, resta alta l’attenzione sulla possibile revisione del processo per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi. La decisione spetta alla procuratrice generale di Milano, alla quale è stato inviato tutto il materiale raccolto nell’ambito delle nuove indagini. Proprio su questo passaggio Nuzzi ha espresso alcune perplessità: “Se lei (Nanni ndr) non dovesse trasmettere gli atti di Napoleone (il procuratore di Pavia) a Brescia non vuol dire nulla, ma tanto, in realtà, vuol dire che una magistrato di lunga esperienza come lei che quanto raccolto non meriterebbe altro”.
Un eventuale diniego, ha osservato Milo Infante, non significherebbe necessariamente una “bocciatura” dell’inchiesta condotta dalla procura di Pavia, ma potrebbe indicare più semplicemente l’assenza di elementi nuovi sufficienti per poter procedere con la revisione della condanna di Stasi. Nuzzi ha quindi ribadito la propria posizione: “Noi da mesi stiamo dicendo che Alberto Stasi è super innocente, ho sentito tirare in ballo Enzo Tortora… Se la Nanni non dovesse ravvisare queste enormi, palesi, radicali prove nuove, tali da liberare Stasi, dovremmo fare una riflessione”. Il giornalista ha poi sottolineato il peso che potrebbe avere un’eventuale decisione favorevole della procuratrice generale di Milano: “Se la richiesta di revisione arrivasse al procuratore Generale di Brescia dalla Nanni ha un peso, se arriva dalla autorevolissima e super presente di Stasi, un’altra”. E ancora: “Non ho mai visto una difesa così dinamica in termini mediatici”, ha detto riferendosi agli avvocati di Stasi. Infante ha ricordato che “nulla sappiamo del lavoro di Bocellari e De Rensis sull’istanza di revisione” e che “lì potrebbero presentare nuove prove”. Una considerazione alla quale Nuzzi ha risposto precisando: “Non sto dicendo di non avere fiducia nel lavoro della difesa di Stasi, ma vediamo le cose concrete, solide e importanti”.
A chiudere il confronto è stata la previsione di Infante sui prossimi sviluppi della vicenda: “Tra due o tre mesi vedremo il lavoro della dottoressa Nanni”.