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Sea-Watch 5, multa e fermo di 45 giorni. E la Ong "conferma" la violazione

Valerio Castro 

Le Ong provano ancora una volta a sostituirsi agli Stati. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha reso noto l'ultimo provvedimento nei confronti di una nave che manovra nel Mediterraneo: "45 giorni di fermo e 7 mila e 500 euro di multa per la Sea Watch 5. La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ONG", scrive su X il capo del Viminale. 

La conferma arriva proprio dalla Ong interessata dal provvedimento che ribadisce di non voler collaborare in nessun modo con le autorità libiche. "La Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l'accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero: giovedì 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, abbiamo informato l'Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un'autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal 'loro territorio'", si legge in un comunicato di Sea Watch. Secondo l'ong "l'Italia e l'Europa hanno dato, e continuano a dare, legittimità e protezione a questi criminali, trasformando il Mediterraneo in un far-west". Una versione che si scontra con la realtà delle regole nazionali ed europee.