IL CASO
Mamma e figlia avvelenate con la ricina, Gianni Di Vita in Questura per sei ore
Si profila una possibile svolta nel giallo di Pietracatella dopo i primi accertamenti scientifici eseguiti dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. Questa mattina Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Alice, è stato convocato in Questura a Campobasso e ascoltato per circa sei ore dagli investigatori. Secondo alcune indiscrezioni, il 55enne sarebbe stato messo a confronto con un’amica di famiglia per ulteriori chiarimenti. L’audizione si è svolta alla presenza della procuratrice di Larino Elvira Antonelli e del capo della Squadra Mobile Marco Graziano. Tuttavia, dagli uffici della Questura non sono arrivate conferme né sulla presenza della donna né sui contenuti del colloquio.
La nuova audizione
Si tratta della quinta audizione per Di Vita dall’apertura, otto mesi fa, del fascicolo per duplice omicidio premeditato. Al termine dell’incontro, raggiunto dai cronisti, l’uomo ha tagliato corto sul motivo della convocazione: “E chi dovevano sentire?”, è stata la sua unica dichiarazione. Ha invece preferito non commentare le domande relative a eventuali sospettati e ad altri aspetti privati della vicenda. L’audizione odierna potrebbe essere collegata ai nuovi elementi emersi dagli esami effettuati in Germania. Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, gli specialisti del Robert Koch Institute non avrebbero rilevato, nel sangue di Gianni Di Vita e della figlia Alice, anticorpi specifici indicativi di un’esposizione alla ricina. Un risultato che potrebbe contribuire a indirizzare gli ulteriori approfondimenti degli investigatori. Anche Alice Di Vita, 19 anni, era stata ascoltata in Questura due giorni fa come persona informata sui fatti.
La possibile svolta
Al momento, non sembrerebbero esserci in programma altre audizioni, a meno di eventuali colpi di scena. Intanto le indagini procedono a ritmi serrati, ma con il massimo riserbo da parte degli inquirenti. Ci sarebbe, come già anticipato nelle scorse settimane, una rosa di sospettati, anche se per ora non ci sono nomi nel registro degli indagati. Una svolta significativa potrebbe arrivare quando, verosimilmente a breve, saranno disponibili gli esiti di tutti gli accertamenti scientifici affidati agli esperti dell’istituto berlinese sugli alimenti sequestrati nell’abitazione della famiglia Di Vita a Pietracatella.