PARTITO DEMOCRATICO
Il ritorno di Schlein. Pausa teatrale su Ranucci, ma va all'attacco su Meloni
Ne è passato di tempo da quando la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, si recò ad Amsterdam al congresso del Partito Socialista Europeo per esprimere solidarietà a Sigfrido Ranucci e puntare il dito contro il clima creato dalle destre al potere. Una frase evidentemente invecchiata male, specie dopo l'esplosione - letterale - dell'affaire Lavitola. Da quel momento il capo dei Dem ha fatto spallucce dandosi alla macchia mediatica. Tant'è che ieri il responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, intervenendo a "Bar Italia" ha ironizzato: "Ma qualcuno ha più rivisto Elly Schlein? No, perché chiusa la Camera dei deputati il 6 agosto è sparita. Nessuno l'ha più rivista in pubblico".
E invece alle volte tornano. Ma non per fare ammenda e riconoscere di aver individuato un mandante errato dietro la bomba piazzata fuori casa di Ranucci "per il suo bene", bensì solo per andare di nuovo all'attacco della Meloni. Stavolta il tema è quello dei dublinanti: "È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l'Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese". Per il resto, dal Nazareno c'è completo silenzio. Metodo Schlein: fare spallucce in attesa che passi la tempesta. Strategia a 5 stelle.