l'intervento di Sara Kelany
Le domande per Scarpinato a cui non ha mai risposto: appalti, dossier e rapporti col sistema Montante
Ed eccoci alla terza domanda che rivolgiamo al senatore Scarpinato e riguarda i rapporti con un uomo che immaginò un sistema oliato e rodato di corruzione, favori, relazioni che ha inquinato per anni la Sicilia.
Vi ricordate di Antonello Montante? L’ex numero due di Confindustria siciliana, con la delega alla legalità, che era diventato la bandiera della lotta alla criminalità e che poi, invece, si è rivelato essere il manovratore di un sistema che puzzava di corruttela e dossieraggi? Nel 2014 un collaboratore di giustizia, Salvatore Dario Di Francesco, seguito poi da altri pentiti, iniziò a squarciare il velo di rispettabilità di cui il Montante si era ammantato e iniziò ad indicarlo come soggetto colluso e corrotto. A seguito dei processi Montante è stato condannato in primo grado a quattordici anni di reclusione, pena poi rivista in appello con lo stralcio del capo di imputazione dell’associazione a delinquere e con rideterminazione della pena a seguito di sentenza di cassazione. Il Gup di Caltanissetta lo descrisse come «il motore immobile di un meccanismo perverso di conquista e gestione occulta del potere che, sotto le insegne di un’antimafia iconografica, ha sostanzialmente occupato, mediante la corruzione sistematica e le raffinate operazioni di dossieraggio, molte istituzioni regionali e nazionali».
Un quadretto davvero confortante, che vide anche il coinvolgimento della politica. Ricordiamo, infatti, che pende anche un filone Montante bis, per i finanziamenti illeciti alla campagna elettorale di Rosario Crocetta, in cambio della nomina di due asssessori in giunta. E ancora, coinvolti nelle inchieste a suo carico, magistrati, agenti di polizia, della guardia di finanza e chiunque potesse agevolare questa trama di malaffare per la gestione degli affari in Sicilia.
Dovete però sapere che Montante era anche un po’ grafomane e che questo suo difettuccio ha messo nei guai molti dei soggetti che con lui erano negli anni venuti a contatto. Ed infatti, il Nostro aveva il vizio di appuntare e doviziosamente archiviare su file tutti i suoi incontri, le richieste ricevute ed i favori effettuati.
Durante la perquisizione presso la sua casa nel 2016, vennero rinvenuti appunti relativi ad una decina di magistrati che avevano prestato servizio a Caltanissetta, tra questi, il senatore Scarpinato.
E, cosa particolarmente rilevante, è che in uno di questi appunti, datato 2012, Montante scrive: «Scarpinato mi consegna composizione Csm con i suoi scritti per nuovo incarico... Procura generale Palermo + Dna». Accanto a questo appunto già sufficientemente esplicito, poi, si aggiunge che venne ritrovata anche la stampa del documento con la composizione integrale del Csm, con appunti manoscritti, in cui per ciascun componente è indicata la corrente di appartenenza, e per quelli eletti dal Parlamento il partito di appartenenza, e sul margine sinistro del foglio era annotata la seguente scritta: «Due alternative, o Lari procuratore generale a Caltanissetta e non fa concorrenza. Non si pecca di eccesso di malizia se arriviamo a pensare che tutto questo sembra una sollecitazione da parte di Scarpinato per influire sulla sua nomina a procuratore di Palermo, nomina che poi effettivamente andò a buon fine nel febbraio 2013.
Ma il nome di Scarpinato risulta anche negli appunti di Montante in relazione ad altri incontri, sollecitazioni e richieste che gli avrebbe rivolto: ad esempio, per diffondere sui giornali circostanze di suo interesse e addirittura per promuovere la vendita di un appartamento di un suo parente, evidentemente le faccende immobiliari sono per il senatore un po’ un tallone d’Achille.
A questo punto comprenderete che sorgono spontanee delle domande, considerata la statura criminale del Montante e la spregiudicatezza delle sue condotte.
Perché qui non stiamo parlando di bazzecole, ma di un senatore, ex magistrato, che tra le altre gravissime petenze avrebbe anche chiesto di influenzare la sua nomina al vertice della procura di Palermo. E se si vogliono fugare dubbi, consiglieremo al senatore di rispondere: perché in quell’appunto c’era l’anticipazione della sua nomina a procuratore generale di Palermo e come avvenne la sua nomina?
Perché Montante possedeva documenti contenenti la composizione del Csm con appuntate le correnti di appartenenza dei vari magistrati e i calcoli sul possibile esito del voto? È un atteggiamento compatibile con il ruolo istituzionale che all’epoca il senatore Scarpinato ricopriva?
Quali erano le ragioni di un rapporto così sistematico e confidenziale con un soggetto che poi venne ritenuto essere a capo di un sistema opaco, al punto da rivolgersi a lui per la diffusione di notizie d’interesse o per favori personali come la vendita dell'appartamento di un familiare?
Ebbene, siamo costretti ancora una volta a chiedere al Senatore Scarpinato di venire in commissione antimafia in qualità di audito, di smettere di scudarsi del suo ruolo di commissario e di venire a riferire la verità, perché altrimenti, prendendo a prestito l’ottima definizione del Gup. Di Caltanissetta, vuol dire che si stanno da anni solo sventolando le insegne di un’antimafia iconografica.